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Lettera aperta di Maurizio Inturri in risposta al giornalista Borrometi e al sen.Nicola Morra

Lettera aperta di Maurizio Inturri in risposta al giornalista Borrometi e al sen.Nicola Morra

Pubblichiamo il video con la lettera aperta,del dott.Maurizio Inturri,in risposta al video pubblicato dal giornalista dott.Paolo Borrometi e sen.Nicola Morra (M5S),nonchè Presidente della Commissione della Antimafia.

LETTERA APERTA

Carissimi

dott. Paolo Borrometi

Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra

Ieri, con il video pubblicato su Facebook e la testata giornalistica La Spia e che ha fatto il giro dell’intero web, non vi siete resi conto del grave precedente creato e nemmeno di aver messo a rischio la mia vita, quella dei miei familiari e quella dei giornalisti Pino Guastella e Giuseppe Gallinella, creando una “maschierata” perfetta per i soggetti mafiosi che denunciamo nelle cronache quotidiane e nelle inchieste…gli avete fornito un alibi perfetto. Complimenti.

È stato irrispettoso da parte sua, caro Borrometi, scavalcare il famoso diritto di replica quanto la stessa magistratura e le forze dell’ordine rivolgendosi ad un politico nonché Presidente della Commissione Antimafia il quale, quest’ultimo, ha creato una individualità di intervento fuori di ogni portata.

Non ho mai visto un giornalista minacciato dalle mafie in un video con un personaggio di spessore…se fossi uno dei tanti giornalisti italiani minacciati e rimasto inascoltato, mi vergognerei e prenderei le distanze.

Lei, Borrometi, in qualità di consigliere della Federazione Nazionale Stampa e Presidente di Articolo21, dovrebbe per primo rispettare i suoi colleghi, invece ha sottolineato delle differenze sostanziali, aprendo uno spaccato fra giornalisti di seria A e giornalisti di serie B. Vergogna!

Senza fare nomi, ma sottolineando gli articoli di inchiesta che abbiamo scritto su un singolo episodio, fra l’altro ben documentato, vorrebbe far capire che noi, soprattutto io, avremmo toccato l’intera sua carriera giornalistica; sta travisando i fatti e insieme al dott. Morra non vi siete accorti della censura totale dei nostri articoli da parte della stampa e delle tv.

Eppure spesso il suo nome, caro Borrometi, viene citato anche se dovesse fare uno sputo, (e mi scuso della franchezza).

Ieri avete giocato una partita pericolosa e ci avete additato come pseudo appartenenti alla mafia, così come giorni fa il sen. Giarrusso mi additò come megafono dei mafiosi! Vergogna!

Ho sempre denunciato delinquenti e collusioni grazie alle fonti, il merito va sempre a loro spesso vittime di un sistema marcio e squallido. Credo nel valore e nel supporto dei collaboratori di giustizia, da sempre, abbandonati dal nostro stesso sistema, credo nei testimoni di giustizia e nelle vittime di usura (certo non a tutti, sarei un pazzo visto i

precedenti), e credo che il compito del dott. Morra sia quello di chiarire a tutti del perché la deputata Aiello può vantare dei diritti che altri testimoni non hanno e i collaboratori di giustizia e i loro familiari non hanno mai avuto. Dimostratemi il contrario! L’Aiello ha dribblato il servizio centrale di protezione restando ancora sotto protezione come deputata della Repubblica Italiana, pur analizzando i documenti della testata giornalistica TP24 e le affermazioni della stessa Aiello. Questa è la legge dell’uguaglianza?

Anzì,se mi manda le sentenze delle persone mafiose che ha fatto condannare la testimone di giustizia Aiello,le pubblico subito,così vedrà che desidero solo chiarire la posizione della deputata.

Francesco Carbone,presidente dell’associazione Governo del Popolo,chiede che fino abbiano fatto le denunce su Poste Italiane e la KSM di Basile,questa è antimafia,desidera rispondergli?

Franca De Candia,presidente di A.N.V.U. e vittima di racket,attende da quasi 20 anni il risarcimento danni dal suo estortore,sa cosa è successo?

L’unico bene rimasto al suo estortore,stranamente,è finito in una planimetria del Comune di Avezzano indicato sito archeologico…capisce la gravità delle vittime??

Non parliamo dei Testimoni di Giustizia che sono infuriati e attendono risposte..

Lei è a corrente senatore Morra che i collaboratori di giustizia e i loro familiari non hanno mai avuto gli stessi privilegi della testimone di giustizia Aiello?

Lei presidente della Commissione Antimafia,senatore Morra,è a conoscenza che i collaboratori di giustizia per iscrivere i figli a scuola,fare l’ISEE,richiedere il Reddito di Cittadinanza hanno bisogno di una serie di documenti certificati con la nuova identità?

Se desidera,posso fornirgli i recapiti e gli indirizzi di tutte le associazioni!!

E che cosa vogliamo dire in merito agli affidi illeciti e di quei quartieri ancora in mano alla mafia, ‘ndrangheta e camorra, forse quei bambini non interessano a nessuno? Invece si, il futuro sono i nostri figli e anche quei bambini! Di questo dovrebbe preoccuparsi alla svelta la Commissione Antimafia, caro presidente Morra.

Per Borrometi c’è la scorta, la magistratura, le forze dell’ordine, così come per tutti o quasi. Invece no! Per Borrometi c’è l’intera politica italiana. Ricordo anche Lumia che elogiandolo lo citava. Ma certi tasti è meglio toccarli, vero!?

La mia voce rappresenta giornalisti dimenticati e poveri, sì proprio così! Nessuno ha mai pensato come le piccole testate giornalistiche vanno avanti e come i giornalisti vengono pagati; sempre se vengono pagati… Borrometi sa bene che è tutto gratis.

Ricordi Paolo quando ti chiesi di lavorare per la tua testata e mi risponderti che nessuno nella tua testata veniva pagato perché non c’erano soldi? Vuoi che pubblico un altro screen di conversazione oppure lo confermi tu stesso!? Ecco perché sono un eterno collaboratore o aspirante. Fate voi…

A conti fatti siete voi a dover chiarire pubblicamente le questioni che ho citato e fare trasparenza, siete voi i personaggi pubblici. Io non sono nessuno e senza la società civile, le fonti e le associazioni, non avrei nulla da scrivere tantomeno da pubblicare. Loro meritano rispetto, anche se tutto verrà censurato così come stanno censurando: ODG, SINDACATI DEI GIORNALISTI E DEGLI EDITORI.

Ci vuole coraggio a denunciare pubblicamente queste angherie e controbattere le accuse per mafia che mi avete fatto.

Mi vergogno io stesso per VOI. Mi vergogno io per lei, dott. Morra, e per la classe politica che rappresenta.

Come cittadino italiano mi dissocio da entrambi e spero che in tanti, come me, inseguano i valori fondamentali della democrazia e dell’uguaglianza. Perché è su questi parametri indiscutibili che i nostri padri questa Italia che mi hanno insegnato.

Dott. Maurizio Inturri

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Redazione Amattanza

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