Siamo stupiti che l’O.d.G. della Sicilia non abbia ancora reso pubblico il verbale dell’inchiesta sui giornalisti coinvolti (e censurati) nel sistema montante.

Eppure, noi abbiamo pubblicato nomi, cognomi e prove che lasciano pochi dubbi all’immaginazione o a semplici ipotesi.(qui l’articolo)

Anzi, un dubbio c’è e merita risposta:perché nessun intervento c’è stato da parte dell’Ordine Nazionale,Federazione Stampa e Associazioni – Sindacati vari?

Scriviamo e pubblichiamo articoli a nome dell’informazione pubblica, e poi censuriamo e proteggiamo chi sbaglia?

Non mi sembra che tale pratica di fare “informazione pubblica” venga utilizzata per:politici,persone dello spettacolo, delinquenti ecc..

Due pesi e due misure rischiano di vederci coinvolti in una catastrofe, dove saremo accusati di impiccare tutti,tranne i giornalisti e le testate stampa coinvolte!

Aveva ragione Beppe Alfano, decidendo di non farne parte e continuare il suo lavoro come collaboratore giornalistico senza mai iscriversi all’Ordine dei Giornalisti!
Ma siete voi,cari lettori,che dovete esprimere la vostra opinione sul tipo e il modo di informazione pubblica che avete diritto di ricevere,ed è per questo motivo che vi riportiamo l’ultimo comunicato – riportato dal blogsicilia – dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia del 19 maggio 2018,affinché possiate esprimere la vostra opinione dopo tre anni di inchiesta (luglio 2015).


Dopo le notizie sui rapporti tra l’imprenditore Antonello Montante, arrestato nei giorni scorsi e alcuni giornalisti, l’ordine dei giornalisti di Sicilia trasmetterà alla Procura di Caltanissetta gli ”esiti delle proprie indagini e delle audizioni dei colleghi che, già nel 2015, erano stati sentiti su vicende strettamente collegate a quelle attuali”. Il presidente dell’Odg Siiclia, Giulio Francese, prenderà contatti con il capo della Dda nissena per chiedere copia degli atti ostensibili, anche non costituenti notizie di reato, riguardanti iscritti.
”Gli accertamenti dell’Ordine – dice una nota – che si erano fermati in doverosa attesa degli eventuali sviluppi giudiziari, possono essere infatti utili per l’accertamento della verità da parte degli inquirenti, così come ciò che è emerso dalle intercettazioni e dai riscontri trovati dagli investigatori può servire per stabilire se, in che misura e a quali livelli il ‘sistema Montante’ abbia tentato di estendere a singoli iscritti o a singoli organi d’informazione quella che i magistrati hanno definito una ‘rete tentacolare’”.
L’Ordine approfondirà i fatti ”rimanendo vicino a tutti i colleghi citati negli atti, se risulterà che hanno svolto e continuano a svolgere il proprio mestiere ignorando le sollecitazioni e le lusinghe provenienti da ambienti legati a un’antimafia che, sfruttando un’immagine ‘ufficiale’, si rivela nei fatti ambigua e insidiosa”. Considerato che tra gli indagati nell’inchiesta nissena vi è anche la giornalista pubblicista Maria Grazia Brandara, che, per motivi connessi alle funzioni pubbliche rivestite negli ultimi anni, di fatto non esercita da tempo la professione, il Consiglio dell’Odg Sicilia ha deciso di interpellarla per sapere ”se abbia ancora interesse alla permanenza nell’albo”.

Ma la verità è venuta fuori, e dovranno risponderne del silenzio e dello scandalo, per primi i giornalisti d’inchiesta siciliani e poi la Politica,sperando che la giustizia e la legge sia eguale per tutti,ma di questo ne parleremo nel prossimo articolo!

a cura di Maurizio Inturri

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Collaboratore giornalistico indipendente,mi occupo di inchiesta sulla mafia e criminalità organizzata. Laureato in Scienze della Comunicazione Executive Master in Scienze Criminologiche Autore del libro Cogito ergo sum...ma non troppo,anno 2015 Autore del libro L'Antistato-Volume I°-L'inizio edito a marzo 2019

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