Avevamo già parlato di affidi illeciti prima che scoppiasse il caso Bibbiano,avevamo già parlato di un “Sistema Affidi” nel Lazio più di un anno fa,già denunciato pubblicamente da un unico uomo oggi vittima ancora perseguitata,è con il libro “L’Antistato – vol.I° – L’inizio” il nostro Maurizio Inturri aveva smascherato con documenti,nell’aprile 2019,quanto adesso in tanti stanno scrivendo smerciandoli come “articoli esclusivi”.

La colpa è solo della mancanza di popolarità,che lo stesso Maurizio Inturri,non ha mai cercato…lo si nota perché in ogni articolo che abbiamo pubblicato sul nostro blog, o testate giornalistiche sempre da Inturri,non abbiamo fatto riferimento al suo libro.

Oggi le cose cambiano,visto che non sapevamo di avere tra di noi uno “pseudo appartenente a Cosa Nostra” e quindi mafioso,denunciamo quanto accade – nuovamente – in Veneto.

A luglio di quest’anno avevamo pubblicato un articolo circa l’affido di una minore,da parte del Comando Carabinieri del N.O.R.M. di Padova,a sua volta autorizzato dal Procuratore di turno,a una persona diversa rispetto a quanto stabilito dal giudice – fra l’altro – finita nelle pagine di cronaca del Veneto per fatti inerenti a spaccio di droga.(qui l’articolo e qui)

La donna in questione è Elvira Bianco che in un articolo di Padova24Ore,nel 2009, ne fa un titolone:

«La mobile riarresta Elvira Bianco,era stata scagionata a febbraio.Era una delle donne di “Arafat” re albanese dello spaccio di droga a Padova».

Nel prosieguo dell’articolo si legge:

«Gli accertamenti della Squadra Mobile di Padova hanno, inoltre,evidenziato come il ruolo delle donne destinatarie dei provvedimenti restrittivi non si sia limitato a meri compiti di custodia e trasporto dello stupefacente, poiche’ alcune di esse avevano impiantato una vera e propria attivita’ di spaccio, svolta in parallelo e, spesso, all’insaputa del giovane albanese, potendo le stesse contare su un vasto “parco clienti”costituito da un ampio giro di giovani e meno giovani dedito al consumo di eroina, cocaina ed hashish».

Si legge nel provvedimento di affido del Comando del NORM che la signora Elvira Bianco era intimata a non facilitare eventuali contatti con della ragazza con i “genitori”.

A questo punto bisogna chiedersi,se l’affido della minore alla Bianco con procedimenti penali,sia un stato un “illecito affido” e come mai la “ragazza sia stata minacciata”.

Attendiamo,naturalmente,la smentita con la denuncia presentata dalla Elvira B. ,è il dovere di ogni genitore o affidatario,nei confronti di chi ha minacciato di morte la ragazza…

Ma perché – ci chiediamo – i pericolosissimi genitori – dovrebbero preoccuparsi per la sorte della ragazza e la stessa ragazza avrebbe contattato i genitori per essere aiutata?

L’articolo a suon di telefonate con la redazione de IlMattinodiPadova,che non credeva alla nostra denuncia,fu pubblicato anche da loro e quindi ne affermò la veridicità.(clicca per leggere)

La testata giornalistica,famosa nel Veneto,”IlMattinodiPadova“,scrisse a luglio un articolo a firma del giornalista Enrico Ferro,affermando quanto segue:

«Una ragazzina di 17 anni allontanata dalla famiglia per le violenze del padre, affidata alla zia paterna che è pregiudicata e vive con un uomo con precedenti per mafia. Succede a Padova, ed è un caso che i Servizi sociali del Comune conoscono bene, così come i carabinieri che venerdì sono intervenuti affidando materialmente la giovane alla parente. Questa situazione, effettivamente paradossale, è stata denunciata dal blog Amattanza.it che “analizza i fenomeni legati alla criminalità organizzata”».

Ad oggi la ragazza vive ancora lì con la zia,nessuno si è occupato della vicenda e la questione sembra degenerare.

La domanda sorge spontanea:

i servizi sociali di Padova hanno svolto il loro lavoro come prescrive la legge?

Noi cerchiamo di metterli al corrente della situazione con questo ennesimo articolo denuncia!

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