Mario Occhiuto,Giuseppe Cirò e Nicola Morra

L’interpellanza parlamentare,della forzista Jole Santelli,su Nicola Morra è partita da questa inchiesta sulla bancarotta di Mario Occhiuto.

L’indagine della Procura di Cosenza sul fallimento della OFIN è iniziata grazie alle acquisizioni di una registrazione di un cittadino qualunque che nel febbraio 2018,il 20 febbraio per l’esattezza,era nel pieno di una campagna elettorale,stiamo parlando dell’oggi senatore Nicola Morra!

Lo definiamo cittadino qualunque in quanto le elezioni che riporteranno al Senato Nicola Morra devono ancora avvenire,precisamente il 4 Marzo 2018.

Quasi immediamente sono state acquisite e trascritte le conversazioni carpite dal senatore pentastellato a Giuseppe Cirò, ex capo segreteria del sindaco di Cosenza, che ha poi dato il via all’indagine sulla “rimborsopoli” a Palazzo dei bruzi.

Ad acquisire la registrazione,presso il Comando della Guardia di Finanza di Cosenza, – come riporta lacnews24.it – è il maresciallo Domenico Portella al comando della Guardia di Finanza,sul dvd consegnato da Nicola Morra è inciso un suo colloquio con Giuseppe Cirò,l’ex capo segreteria del sindaco Mario Occhiuto,sul verbale di acquisizione del supporto magnetico compare anche la firma del tenente colonnello Michele Merulli, comandante del Nucleo di Polizia Economico-Tributaria, lo stesso,poi incaricato dal Procuratore Aggiunto Marisa Manzini,il giorno successivo, di trascrivere le conversazioni intercettate e di consegnarle entro il 26 febbraio. Attenzione alla data, perché proprio il 26 febbraio, lo stesso Merulli, sarà delegato dal sostituto Marialuigia D’Andrea, entrata in servizio a novembre dopo una fase di tirocinio, ad indagare sul fallimento della Ofin. (fonte lacnews24.it)

Sempre la stessa sera del 20 febbraio 2018,il senatore Nicola Morra è nel pieno della campagna elettorale per le politiche e mancano 12 giorni circa alla tornata elettorale!

Cosa successe dopo?

Nicola Morra ha chiesto il distacco di Domenico Portella presso la propria segreteria di Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, e quello del Procuratore aggiunto Manzini in qualità di consulente a tempo pieno della Commissione stessa.

L’interpellanza parlamentare

Roberto Occhiuto e Jole Santelli, presentano una interpellanza parlamentare al Ministro per l’Economia Giovanni Tria ed al Ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, nella quale, ripercorrendo le circostanze sopraesposte, chiedono se quanto emerso costituisca motivo ostativo per il trasferimento alle dipendenze della Commissione Antimafia di Portella e della Manzini, invocando anche l’apertura di procedimenti disciplinari per entrambi.

Si registrano,poi,la condanna di altri parlamentari forzisti,da Renato Brunetta,a Francesco Paolo Sisto, a Maurizio D’Ettore, per i quali Morra deve lasciare la Presidenza della Commissione Parlamentare Antimafia, avendo abdicato al rispetto delle regole del processo ed alla imparzialità che dovrebbe contraddistinguere questa delicata funzione.

Tra politica e giustizia

L’iniziativa di Nicola Morra, per quanto spregiudicata, assunta con l’ausilio, sia pure inconsapevole, di un indagato con l’intenzione di reperire elementi utili a colpire sul piano giudiziario un avversario politico, non incide però sulla sostanza di quanto successivamente accertato dalle fiamme gialle in merito alle attività della Ofin e alle operazioni economico-finanziarie che l’hanno condotta al fallimento.

In sostanza, i presunti abusi di Morra e la presunta bancarotta fraudolenta di Mario Occhiuto altro non sono che due facce della stessa medaglia, due vicende con diversi lati oscuri, che sarà bene chiarire il prima possibile. (fonte lacnews24.it)

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