OdG Sicilia

Nuovi provvedimenti disciplinari dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia nei confronti dei giornalisti citati a vario titolo nell’ambito della vicenda riguardante Antonello Montante, condannato a 14 anni di reclusione dal Tribunale di Caltanissetta per associazione per delinquere, corruzione e dossieraggio.

Il Consiglio di Disciplina Territoriale per la Sicilia dell’Odg ha deliberato (clicca qui per leggere sul sito OdG) di applicare la sanzione della censura, prevista dall’Ordinamento della professione di giornalista, Art. 51 lettera B Legge 3 febbraio del 1963, n. 69, nei confronti del giornalista professionista Francesco CASTALDO, nonché la sanzione dell’avvertimento nei confronti del giornalista professionista Giuseppe SOTTILE.  Disposta invece l’archiviazione per il giornalista Enrico De Cristoforo.

Salgono così a quattro le censure deliberate, nell’ambito della vicenda Montante, dal CDT Sicilia. Precedentemente il provvedimento era stato deciso per i giornalisti Giuseppe MARTORANA,Vincenzo MORGANTE e Valerio MARTINES.

Il Cdt ha in particolare ritenuto censurabile, sotto il profilo deontologico, l’assidua e ininterrotta frequentazione, fra Antonello Montante e i giornalisti sanzionati.Morgante e Martines hanno presentato ricorso al Consiglio di Disciplina nazionale.

Complessivamente il Cdt ha aperto 21 procedure nei confronti di altrettanti colleghi iscritti dall’OdG di Sicilia i cui nomi sono citati nell’istruttoria processuale, nelle ordinanze e nei rapporti investigativi della polizia giudiziaria di Caltanissetta sul caso Montante.

Dopo aver effettuato 20 audizioni e riscontrata sulla base delle memorie difensive e delle documentazioni presentate, la mancanza di vulnus deontologici, il Cct  ha disposto inoltre, allo stato degli atti, 14 archiviazioni riguardanti i giornalisti: Antonino  AMADORE, Mario BARRESI, Gianpiero CASAGNI, Felice CAVALLARO, Vittorio CORRADINO, Enrico DE CRISTOFARO, Giuseppe LO BIANCO, Corrado MAIORCA, Salvatore MINGOIA, Wladimiro PANTALEONE, Franco PULLARA, Sandra RIZZA, Accursio SABELLA, Salvatore TOSCANO.

Rimangono invece sub iudice altri due casi di altrettanti colleghi, nei cui confronti sono in corso ulteriori verifiche.

Quindi,in definitiva,riguardo ai giornalisti Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza non è vero quanto segue:

Successivamente, fu nell’occasione di una riunione a Caltanissetta in Confindustria Sicilia che, a dire del testimone sentito nel corso delle indagini, ritornarono i nomi dei due giornalisti. Montante chiese a «chiunque ricopriva incarichi di vertice in Confindustria» di «erogare contributi economici», specificando che era necessario sponsorizzare un sito on line, L’Ora Quotidiano, e un mensile cartaceo. Fu quella l’occasione in cui si seppe che l’iniziativa del sito era stata proposta proprio da quei due giornalisti, che un anno prima avevano pubblicato l’articolo su Il Fatto Quotidiano. Era nella stessa riunione che Montante avrebbe riferito, sempre a detta del testimone sentito, che i giornalisti erano bravi «ed occorreva perciò renderli più morbidi onde evitare la pubblicazione di notizie che potessero danneggiare la sua persona».

A detta del testimone, lui versò il denaro. Il sito on line ‘ L’Ora Quotidiano dal canto suo ebbe vita breve: fu aperto il 18.10.2014 ma già il 22.2.2015 chiudeva. (Fonte Ildubbionews)

Non è vero:

Riguardo alla vicenda di De Cristofaro, del Giornale La Sicilia, ecco cosa scrivono i magistrati, riguardo agli appunti che hanno rinvenuto in uno degli archivi elettronici segreti di Antonello Montante, il quale si appuntava tutto quanto, con una precisione davvero maniacale…

“Tra il materiale sequestrato altre cose riguardanti alcuni giornalisti si rinvengono negli appunti contenuti nel file excel di seguito riportati:

18/10/2011

De Cristofaro Enrico mi invia e-mail dall’indirizzo: e.decristofaro@lasicilia.it alle ore 12,42 dove un certo Pilotta scrive alla redazione La Sicilia, per pubblicare un pezzo contro di me, Lo Bello e Agnello,lui mi comunica che non lo pubblica

12/07/2010

nomina addetto stampa del Presidente CCIAA CL Lucilla Rovetto del 09/12/1970 di Caltagirone moglie di Enrico De Cristofaro (La Sicilia) Delibera di Giunta n.73 del 12/07/2010 voto all’unanimità! 10.000,00 annui oltre iva .

Non so se avete capito, il De Cristofaro comunica a Montante che non ha pubblicato degli articoli contro di lui e suoi amici di Confindustria e l’odierno galeotto’, si sdebita assicurando alla moglie del giornalista 10 mila euro l’anno, più IVA a parte.

Fuori uno!

In questo caso sono stati sufficienti solo 10 mila euro l’anno per comprarsi i necessari silenzi, per fare affari illeciti, senza essere disturbati dal De Cristofaro.

Passiamo adesso in rassegna le posizioni di altri due giornalisti, Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, entrambi per così dire ‘intercettati’ e stoppati dal Montante, non appena hanno scritto un articolo, risalente al 2013 in cui tra l’altro, nel corso di un’intervista rilasciata dal magistrato Nicolò Marino, si parlava della gestione della mega discarica di Giuseppe Catanzaro, le cui autorizzazioni erano e sono tuttora illegittime; tanto è vero che il generale Sergio Costa, nuovo ministro dell’ambiente, qualche settimana fa, l’ha fatta chiudere.

Torniamo alle ‘sudate’ carte processuali…

“Le dichiarazioni del VENTURI Marco, ed i relativi riscontri, sui rapporti del MONTANTE con esponenti del mondo dell’informazione.

In data 14.11.2015, il VENTURI, con riguardo ai rapporti con esponenti del mondo dell’informazione, dichiarava che, dopo circa un anno dalla pubblicazione di un articolo critico nei confronti di Confindustria su “Il fatto Quotidiano” a firma dei giornalisti Giuseppe LO BIANCO e Sandra RIZZA, il MONTANTE, nel corso di una riunione di Confindustria Sicilia, aveva preteso che sia il VENTURI che altri presenti alla riunione (ALBANESE Alessandro, CATANZARO Giuseppe, LO BELLO Ivanhoe, AMARU’ Rosario, TURCO Carmelo e forse NAVARRA Salvatore e CAPPELLO Giorgio) versassero un contributo per finanziare un giornale on – line denominato “L’Ora Quotidiano” che doveva essere curato proprio dai summenzionati giornalisti. Nello spiegare la ragione di tale richiesta, il MONTANTE aveva detto espressamente che “bisognava ammorbidire”, il LO BIANCO e la RIZZA per evitare la pubblicazione di notizie che potessero danneggiare personalmente lui e il LO BELLO Ivanhoe e Confindustria Sicilia in generale. Il VENTURI riferiva di avere versato un contributo di ventimila euro mentre il MONTANTE aveva versato delle somme di denaro “in nero” perché non voleva figurare tra i finanziatori, per far sì che all’esterno non potesse trasparire il tentativo di captatio benevolentiae che stava ponendo in essere. Il VENTURI aggiungeva che il CATANZARO ebbe a lamentarsi con il MONTANTE per la pubblicazione, nel novembre del 2014, di un articolo critico nei suoi confronti proprio sul giornale on – line che avevano finanziato.

Così riferiva il VENTURI in data 14.11.2015: …omissis… A.D.R.: Con riguardo ai rapporti di MONTANTE con esponenti del mondo dell’informazione, ricordo, innanzitutto, una riunione informale del direttivo regionale di Confindustria Sicilia che si tenne a Caltanissetta dopo altra riunione che vi era stata in Prefettura ad Agrigento per la firma di un protocollo di legalità. Alla riunione in questione di Confindustria, oltre a me, parteciparono ALBANESE Alessandro, CATANZARO Giuseppe, LO BELLO Ivanhoe, AMARU’ Rosario, TURCO Carmelo, e, forse, Salvatore NAVARRA e Giorgio CAPPELLO.  Ricordo che, in quella occasione, prese la parola MONTANTE e disse, in premessa, che chiunque ricopriva incarichi di vertice in Confindustria avrebbe dovuto erogare contributi economici. Subito dopo ci fece presente che occorreva sponsorizzare una nuova iniziativa editoriale che si riprometteva di impiantare un sito on line “L’Ora Quotidiano” e di pubblicare un mensile cartaceo, iniziativa proposta da due giornalisti LO BIANCO Giuseppe e RIZZA Sandra, che circa un anno prima avevano pubblicato un articolo su “Il fatto quotidiano” critico nei confronti di Confindustria. In particolare il MONTANTE disse che CATANZARO si sarebbe occupato di fornire le nostre mail al responsabile della pubblicità di tale iniziativa editoriale, tale Ferdinando CALACIURA, il cui nome, così come quello della società da questi gestita, ricavo dalla mail – che ho prodotto alla S.V. – con la quale, poi, costui mi inviò “la proposta di pianificazione”. Sempre il MONTANTE fece presente che il LO BIANCO e la RIZZA erano bravi giornalisti ed occorreva, perciò, renderli “più morbidi”, onde evitare la pubblicazione di notizie che potessero danneggiare la sua persona e quella del LO BELLO oltre che CONFINDUSTRIA SICILIA in generale. Anche il LO BELLO intervenne nella discussione nella sostanza trovandosi concorde con ciò che diceva il MONTANTE, anche perché, in quel periodo, era in ballo la sua nomina a presidente di UNIONCAMERE ed aveva perciò interesse a che non uscissero notizie pregiudizievoli nei suoi confronti. Inoltre, ritengo che il MONTANTE avesse già iniziato a percepire di possibili iniziative giudiziarie nei suoi confronti e che quindi potessero uscire notizie sulla stampa che lo potessero danneggiare. Io aderii alla proposta di MONTANTE e LO BELLO ed effettivamente versai, tramite bonifici bancari, la somma di 20.000 euro in due tranche, una a settembre e l’altra a dicembre del 2014. So che TURCO ha versato la somma di 10.000 euro.

MONTANTE, forse nel settembre di quell’anno, mi disse poi che aveva versato somme di danaro “in nero” per tale iniziativa imprenditoriale, anche se non me ne specificò l’importo, poiché preferiva non comparire personalmente. Non ho poi più saputo alcunché di tale vicenda; alla scadenza del rapporto non rinnovai la sponsorizzazione della iniziativa editoriale e non so perché la stessa sia poi fallita, anche perché i miei rapporti col MONTANTE si sono successivamente allentati. Ricordo anche che a novembre del 2014 “L’Ora Quotidiano” pubblicò un articolo critico nei confronti di CATANZARO e questi mi disse di essersene lamentato con lo stesso MONTANTE, chiedendogli spiegazioni visto che li avevamo finanziati. Non mi risulta che siano stati pubblicati articoli critici nei confronti di MONTANTE e LO BELLO. Mi risulta, invece, che quando già il sito de “L’ora quotidiano” aveva chiuso, i giornalisti RIZZA e LO BIANCO, nel settembre del 2015, pubblicarono articoli nei confronti del MONTANTE e del LO BELLO. In sede di rilettura del verbale il dott. VENTURI precisa: forse gli articoli di cui sto parlando riguardavano solo MONTANTE e non LO BELLO.

…omissis..

Effettivamente il giornale on – line “L’Ora Quotidiano” apriva i battenti il 18.10.2014 ma, pochissimo tempo dopo, il 22.2.2015 veniva chiuso.

(All. nr. 492 – articoli di giornale).

Tra la documentazione sequestrata a carico del MONTANTE in occasione delle perquisizioni esperite in data 22.1.2016, veniva rinvenuta, presso la sua abitazione, proprio una bozza relativa a questo progetto editoriale. Scatolone contrassegnato “1BB – 1B – 2B – 3B  ”,

  • Bozza riservata dal titolo “linee guida progetto editoriale per Giornale Online di informazione generalista regionale” riportante la data Palermo, 10 Febbraio 2014.

Che l’articolo del LO BIANCO e della RIZZO non fosse passato inosservato per il MONTANTE, è assodato anche dal fatto che non manca di annotarselo. Poi cerca l’abboccamento con i due giornalisti. Così si legge nel file excel denominato “copia di appunti in ordine cronologico (Ordinati 11.11.2015) Rev (version 1)”, nella cartella denominata “TUTTI” (…)”.

– Andiamo a noi…

A riprova che la Rizza e Lo Bianco si siano messi d’accordo con il Montante, dopo averlo inizialmente attaccato, attraverso dei pesanti articoli pubblicati da Il Fatto Quotidiano, vengono riportate nell’ordinanza date e circostanze dettagliate di una serie di abboccamenti ed appuntamenti, finalizzati a farsi finanziare il giornale ‘L’Ora on line’, pubblicato solo per 4 mesi, dal 18/10/2014 al 22/02/2015.

Infatti quel giornale che, a questo punto, possiamo ben dirlo, rappresenta un’offesa al glorioso giornale L’Ora di Palermo a cui la testata, ma solo la testata, si ispirava, improvvisamente, come per incanto, scomparve da internet.

Ma i suoi redattori fecero in tempo ad incassare dal Montante quanto pattuito; prima cioè che si sapesse che il loro sponsor, più o meno occulto, Antonello Montante, nel frattempo era stato messo sotto inchiesta per mafia ed altro.

– Ritorniamo all’Ordinanza…

“A proposito dell’articolo pubblicato su “Il Fatto Quotidiano”, a firma del Giuseppe LO BIANCO e della Sandra RIZZA, critico nei riguardi del MONTANTE, e a conferma del forte fastidio provato da quest’ultimo, si rappresenta che esso è stato anche uno dei “pomi della discordia” con il magistrato Niccolò MARINO, il quale riferiva alla Procura di Catania – nell’ambito di un procedimento lì instaurato – che, nel corso di un incontro all’hotel Excelsior di Catania, si ebbe a scontrare fortemente con il MONTANTE, il quale lo riteneva artefice occulto di quell’articolo.

Sempre in relazione ai rapporti del MONTANTE con esponenti del mondo dell’informazione, il VENTURI riferiva di altre circostanze relative ai giornalisti MARTORANA Giuseppe de “Il Giornale di Sicilia”; PEPI Giovanni de “Il Giornale di Sicilia”; SPENA Michele de “Il Fatto Nisseno”; SOTTILE Giuseppe de “Il Foglio”. Con riguardo allo SPENA, il VENTURI riferiva che il MONTANTE gli disse che bisognava “dargli una mano” e, pochi giorni dopo, lo SPENA si era recato dal VENTURI per chiedergli una sponsorizzazione dell’importo di 2500,00 euro, visto che il MONTANTE gli aveva assicurato questo finanziamento. Con riguardo al MARTORANA Giuseppe, il VENTURI riferiva che Confindustria Centro Sicilia gli aveva conferito un incarico. Con riguardo al PEPI Giovanni, il VENTURI riferiva che il MONTANTE in più occasioni aveva finanziato mostre fotografiche di quest’ultimo. Infine, con riguardo al SOTTILE Giuseppe, il VENTURI riferiva che, al tempo in cui era assessore, il MONTANTE gli aveva chiesto di assegnare una consulenza alla figlia del giornalista ed effettivamente le aveva affidato tale incarico.

Così riferiva il VENTURI nel verbale del 14.11.2015: A.D.R Sempre in relazione ai rapporti con la stampa, devo anche dire che nel settembre del 2014 il MONTANTE mi preannunciò telefonicamente che sarebbe venuto a trovarmi Michele SPENA, che credo essere l’editore de “Il Fatto Nisseno”, al quale “occorreva dare una mano”. In effetti, dopo aver concordato telefonicamente un appuntamento, venne nei miei uffici lo SPENA, il quale mi fece presente che il MONTANTE gli aveva assicurato la sponsorizzazione degli imprenditori nisseni; si riservò di mandarmi una mail con una proposta, che effettivamente mi giunse e con la quale mi si chiedeva un contributo di 2.500 euro. Non versai poi alcunché allo SPENA non giudicando valida l’iniziativa. Non so se qualcuno abbia poi versato somme di danaro per sponsorizzare la testa giornalistica dello SPENA. …omissis… A.D.R. La S.V. mi chiede se mi risultano altri rapporti con giornalisti ed a tal proposito evidenzio che CONFINDUSTRIA Centro Sicilia ha conferito un incarico a Giuseppe MARTORANA, capo redattore del Giornale di Sicilia; mi risulta che il MONTANTE, peraltro, avesse già ottimi rapporti con Giovanni PEPI, al quale peraltro, per come mi disse lo stesso MONTANTE, questi aveva in più occasioni finanziato mostre fotografiche.

Così aggiungeva il VENTURI nel verbale del 4.8.2016: …omissis… A.D.R.: il MONTANTE mi chiese anche di affidare un incarico di consulenza, sempre quando ero Assessore, alla figlia del giornalista Giuseppe SOTTILE, incarico che effettivamente le affidai. …omissis…

Effettivamente il capo redattore de “Il Giornale di Sicilia” in Caltanissetta, MARTORANA Giuseppe, in data 8.7.2013, ha stipulato con Confindustria Centro Sicilia un contratto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto (avente inizio il 15.7.2013 e fine il 31.3.2015), per un importo di euro 1038,62 mensili, come si desume dal “riepilogo netti in busta paga relativi al mese di marzo”. (All. nr. 494 – iscrizione del MARTORANA Giuseppe all’Ordine dei Giornalisti).

Ciò veniva già comunicato con nota nr. 98/2017 cat. II Mob. SCO3 dell’11.1.2017, in cui veniva compendiata l’attività di acquisizione, presso la sede Confindustria Centro Sicilia di Caltanissetta, della documentazione in ordine ad incarichi conferiti in favore di giornalisti, ossia:

  • Antonino AMADORE, giornalista della sede “il sole 24 “di Palermo”;
  • PANTALEONE Salvatore Wladimir;
  • MARTORANA Giuseppe, responsabile della sede del Giornale di Sicilia di Caltanissetta”.

– Nel prosieguo delle ricostruzioni riguardanti questi ed altri giornalisti, si possono enucleare ulteriori dati relativi ad altri incarichi, ad altri compensi, assicurati dalla ‘premiata ditta Montante & company’, per silenziare, per tacitare, per occultare notizie scomode nei suoi riguardi, per comprare tantissime omissioni.

“Per quanto riguarda la figlia del giornalista SOTTILE Giuseppe, nato a Gangi il 15.3.1946, si segnala che effettivamente egli ha una figlia a nome Alessia, nata a Palermo il 30.11.1974.  Come evinto dal suo profilo in LinkedIn, la SOTTILE Alessia di professione fa la consulente.

Inoltre a SOTTILE Alessia il MONTANTE ha anche regalato una bicicletta, come ricavato dai numerosi elenchi che sono stati rinvenuti presso l’abitazione del MONTANTE in relazione a regali che egli ha fatto urbi et orbi (…)

In questo elenco figurano altri due giornalisti: GIACOMOTTI Fabiana de “Il Foglio” e BARTOLETTI Marino (n.d.r. noto giornalista sportivo della RAI)  (…)

Il MONTANTE manteneva ottimi rapporti con il giornalista SOTTILE Giuseppe – attualmente responsabile dell’inserto del sabato del quotidiano Il Foglio, del quale è stato anche condirettore – come si desumeva sia dalla documentazione sequestrata al MONTANTE sia dalle intercettazioni dalle quali emergeva che il giornalista era accondiscendente alle richieste del MONTANTE (…)

Nel corso della conversazione nr. 694603 delle ore 18.54 del 9.6.2016, il MONTANTE chiamava il giornalista SOTTILE Giuseppe per lamentarsi di un articolo pubblicato quel giorno, a firma del giornalista SABELLA Accursio, riguardante la polemica sulla questione “rifiuti” in Sicilia e, nel fare riferimento al CATANZARO Giuseppe, era stato evidenziato il legame di quest’ultimo con il MONTANTE. Utilizzando anche un linguaggio scurrile, il MONTANTE ripeteva, più volte, adirato, al SOTTILE che non si dovevano fare questi parallelismi con lui (…).

Chiestogli se aveva capito cosa intendesse, il SOTTILE rispondeva che era “chiarissimo” e che avrebbe “provveduto”, rimarcando il fatto che il MONTANTE aveva perfettamente ragione (…).

Altre dichiarazioni relative ai rapporti del MONTANTE con giornalisti rese dal CICERO Alfonso.

Il CICERO Alfonso, nel documento che allegava alle sommarie informazioni rese a codesta A.G. in data 2.11.2015, annotava delle circostanze riguardanti delle testate giornalistiche. In particolare riferiva della intermediazione del MONTANTE affinché il CICERO rilasciasse un’intervista a “Il Fatto Quotidiano”; vicenda che aveva visto l’interessamento anche del LO BELLO Ivanhoe. D’altronde nel corpo dell’articolo veniva dato ampio risalto sia all’imprenditore nisseno che a quello catanese.

Il giornalista firmatario dell’articolo pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” il 24.12.2013 era LILLO Marco, nato a Roma il 21.2.1969, ed effettivamente nell’articolo veniva dato grande risalto all’azione antimafia del MONTANTE e del LO BELLO.

Ed adesso vediamo che affari curava il parlamentare nazionale di Forza Italia e direttore del settimanale Panorama, Giorgio Mulè, anch’egli nisseno…

“Nel documento consegnato dal CICERO in sede di escussione del 20.10.2016, egli annotava anche una circostanza riguardante il direttore di “Panorama”, Giorgio MULE’.  Un parente di quest’ultimo, VITALE Vincenzo, era stato nominato dalla VANCHERI nell’Assessorato alle Attività produttive da lei all’epoca diretto, su richiesta del MONTANTE.  Sempre su richiesta si quest’ultimo, la VANCHERI affidava al VITALE anche il settore della internazionalizzazione delle imprese, a cui era già stata assegnata la gestione dei fondi riguardanti l’EXPO di Milano.

Il VITALE Vincenzo effettivamente aveva ricevuto l’incarico dalla VANCHERI di occuparsi, unitamente ad altri colleghi dell’Assessorato alle Attività Produttive, dei fondi Expo, come si legge anche in articoli di stampa di cui uno viene allegato.

Tra il materiale sequestrato al MONTANTE, presso la sua abitazione, veniva rinvenuta una lettera inviata dal giornalista MULE’ Giorgio, nato a Caltanissetta il 25.4.1968, direttore del settimanale “Panorama” dal settembre 2009.

– Stiamo parlando di spese, queste e tante altre ancora, per alcuni milioni di euro, finalizzati più che a promuovere la Sicilia, piuttosto a coinvolgere ed a compromettere una miriade di giornalisti.

– Per buttare fumo negli occhi ad un’intera opinione pubblica, e poi passare a raccogliere col piattino!

– Ad essere coinvolti nelle diaboliche trame eversive del Montante, coadiuvato ‘a dovere’, dai servizi segreti deviati che,oltre a spiare gli avversari di Montante, organizzavano finte intimidazioni ed anche finti attentati, c’erano anche loro, come emerge in maniera solare dall’inchiesta sul cosiddetto ‘Sistema Montante’.

– Loro chi, mi direte, ma nugoli di giornalisti e commentatori della stampa che conta o che conta un po’ meno. Ma l’unica cosa che contava davvero era quello che qualcuno ha amato definire ‘il coagulo’ di certe storie, ossia il ricatto spinto alle estreme conseguenze, ma il più delle volte finalizzato ad ottenere un ‘incarico retribuito, un contributo o una semplice raccomandazione.

– Emerge uno sconfortante e desolante quadro, con al centro della scena od a far da cornice sciami di faccendieri della TV e di giornalisti della carta stampata e del web, utilizzati come dei veri e propri pupi, pagati dal puparo Montante, per incensarlo ed osannarlo o per imbastire delle micidiali operazioni fango contro i suoi avversari, concorrenti e/o nemici.

– Egli ed i componenti della sua squadra, coì si facevano chiamare i vertici di Confindustria Sicilia, ‘la squadra antimafia’, amavano far sapere in giro che loro non si arrendevano mai, combattevano ‘sino alla morte’ e che non erano disposti a lasciare feriti sul campo di battaglia.

– O successo o morte cioè!

– E la morte, con le cartucce dei gruppi di fuoco da tempo bagnate, per via dei colpi della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, in questi ultimi due decenni è stata una morte civile e morale, inflitta a tutti coloro i quali contrastavano, in punta di diritto, la loro finta battaglia per la legalità, la loro antimafia di facciata.

– I metodi da loro utilizzati sono ormai conosciuti anche dagli investigatori e da chi deve adesso giudicarli. Svariano dai finti attentati alle finte intimidazioni, alla loro progressiva infiltrazione, attraverso gravi forme di condizionamento, in tutti i gangli dello Stato: governi e burocrazie regionali e nazionali, Prefetture, Forze dell’Ordine, Magistratura e Servizi Segreti.

– Mentre a chi si è opposto a questo ‘Sistema-Montante’ è stato bersagliato da denunce proditorie e con querele intimidatorie. Il loro scopo, in parecchie occasioni peraltro pienamente raggiunto, era ed è in parte lo è ancora, quello di riuscire a deviare il corso delle indagini dei vari uffici giudiziari siciliani, indirizzandole a loro piacimento, per il conseguimento dei lori esclusivi interessi, palesemente illegali, in ogni singolo settore economico-produttivo, politico, professionale e persino nel dispiegarsi di tutte quanti le attività socio-culturali dell’intero territorio siciliano.

– La Sicilia in questi ultimi dieci anni è stata sommersa da tonnellate di fango giornalistico e di immondizie culturali, oltre che dai rifiuti e dai liquami fognari sparsi ovunque dagli amici di Antonello Montante, che l’hanno insozzata tutta quanta, arricchendosi del tutto illegalmente.

– Come non ricordare, a tal proposito, l’inattendibile panegirico risalente al 2008, da cui è stata tratta anche una commedia, messa in scena a Catania nel 2015, ispirato dallo scrittore Andrea Camilleri e confezionato dal mio compaesano, il giornalista di Canale 5, Gaetano Savatteri.

– Ci riferiamo a ‘La volata di Calò’, ossia ad una fantasiosa ricostruzione di storie del tutto inventate, tese a celebrare le gesta della famiglia di Antonello Montante, le cui radici si fanno risalire ad un nonno industriale mai esistito, che guarda caso di nome faceva Calogero ed era detto Antonello come lui; assurto, del tutto immeritatamente, agli onori della storia, come costruttore di biciclette.

– Nella realtà suo nonno riparava ed affittava biciclette ed ombrelli, era più semplicemente un ‘paraccaru’, un ombrellaio cioè.

– E mentre venivano esaltati  l’eroismo e la preziosa archeologia che gli avi di Antonello Montante gli  avevano lasciato in eredità, sin dagli inizi del Novecento,  egli, secondo la fantasmagorica  ed  interessata narrazione del Savatteri , pur essendo partito da uno dei territori, in assoluto più svantaggiati  d’Italia, dall’entroterra della Sicilia,  dalla sua Serradifalco, in brevissimo tempo è riuscito ad insegnare alla  Sicilia intera, come una sorte di Arcangelo Gabriele a sconfiggere il drago della mafia  diventando così, assieme ad altri suoi soci in affari (e che affari!), il paladino dell’antimafia, riuscendo ad insegnare a tutti quanti i siciliani onesti cosa vuol dire fare l’imprenditore di successo.

– Ma quando mai!

– Nulla di più falso!

– A partorire queste sciocchezze, pseudo-culturali, sono state invece delle sopraffine menti che hanno preferito usare quintali di inchiostro, presso i loro prestigiosi giornali, quali Il Fatto Quotidiano, Il Sole 24 Ore od Il Corriere della Sera; od ancora blaterando corbellerie attraverso delle TV quali Canale 5 od i TG Regionali e gli approfondimenti culturali della RAI.

– Nel frattempo, gli stessi soggetti, dall’interno di una sorta di cabina delle tragedie ‘mediatico-giudiziarie’, si occupavano di inondare l’etere e la carta stampata con fiumi di notizie suggestive e tendenziose, provenienti dai dossier di Montante e riguardanti tutti quanti coloro ne ostacolavano il suo trionfale cammino verso le vette di Confindustria Nazionale e di tutte quante le società pubbliche e private, possibili ed immaginabili; non prima, ovviamente, di essere diventato il padre padrone dell’Intera Sicilia.

– Il nostro novello ‘Nerone il siciliano’, con la potenza di fuoco di cui si avvaleva, è riuscito a comprarsi di tutto e di più, anche i giornalisti che hanno ancora fama di essere degli incendiari.  È riuscito a spegnere le loro fiamme, ad ‘astutarli’ cioè, a spegnerli a colpi di incarichi e contributi.

– Fino fa qualche settimana fa, impunemente, riusciva ancora ad acquistare a buon mercato diversi servitori dello Stato, persino alcuni magistrati, oltre a numerosi mariuoli e malandrini!

– A chiunque osava contrastare quella ‘montagna di merda’ che egli aveva saputo costruire, con sapiente e certosina meticolosità, appuntandosi tutto su tutti, gli cascava addosso! Montante ed i manutengoli dell’informazione che aveva assoldato, gli facevano scivolare addosso una valanga di fetidi escrementi, sino a seppellirlo assieme alla sua storia riservandogli, per l’eternità, una vera e propria ‘damnatio memoriae’.

– Le uniche tracce, gli unici ricordi che rimanevano e continuavano a circolare del povero malcapitato erano una serie di funeree lapidi commemorative dentro Google ed in ogni motore di ricerca, con su scritto: ‘qui giace colui il quale ci ha provato e non c’è riuscito’.

– Oggi crediamo di essere giunti a buon punto, nello scrollarci di dosso tutto il fango, gli escrementi e le immondizie di ogni genere che ci ha scaraventato addosso Montante ed i suoi ruffiani di corte.

– Le loro immagini sono assai nitide nella nostra mente, quando pensiamo alle loro mese in scena, alle loro parate para-militari, ai loro finti cortei antimafia, alle loro insulse manifestazioni per la legalità, il cui epilogo erano delle costosissime cene d’affari, e che affari!Tutti quanti erano proni, gozzovigliavano,  si ingozzavano, non solo di cibo, ma anche di incarichi remunerati,  di laute  sponsorizzazioni, per manifestazioni ed eventi il cui unico tratto ineccepibile era la loro caratura  pseudo-antimafiosa.

– L’impostura di certa mafia dell’antimafia degli affari finisce qua?

– Ci riferiamo sempre a quell’antimafia strumentale e tendenziosa, contrabbandata e strombazzata a pagamento, un tot a chilo,in quasi tutti i giornali di punta ed in tutti i media italiani.

– Adesso chissà cosa si stanno inventando, per poter continuare a stupirci. In realtà, come se nulla fosse, i nostri ‘strani e nostrani’ giornalisti ed intellettuali di vaglia, sono già all’opera.

– Quel mattacchione di Felice Cavallaro, imperterrito, continua ed insiste con quella sua iniziativa, per così dire culturale, denominata la ‘Strada degli Scrittori’. In queste ore l’ho visto ancora in giro col cappello in mano, a chiedere soldi a chiunque, anche attraverso RAI TRE Regione, così come ha fatto oggi, 4 giugno 2018, nei TG di Rai Tre Sicilia. Pensate quanto è strabiliante ciò che riesce a concepire il Cavallaro: si è rivolto anche ai giovani studenti disoccupati, chiedendo loro 300 euro a testa, per seguire i suoi corsi di scrittura, presso la Fondazione Leonardo Sciascia di Racalmuto. Addirittura si è rivolto persino ai nonni degli studenti, affinché regalino questi benedetti 300 euro ai loro nipoti, per metterli in condizione di girarli a lui! Simpatico Felice, non ha pudore a chiedere soldi a tutti, anche a coloro i quali non ne hanno! Speriamo che egli si limiti ad insegnare agli studenti solo a scrivere! Anche perché se gli insegna anche le altre cose che lui ha fatto con Montante, siamo davvero fritti in padella!

Ora per un attimo volgiamo lo sguardo verso gli altri ‘soldati’ dell’esercito di Montante il quale, poverino, dal carcere adesso non riesce più ad imbeccare e/o imboccare più nessuno.

– Ne vogliamo passare e/o ripassare in rassegna quelli che fino a qualche settimana fa erano dei militi ignoti reclutati da Antonello Montante?

– Al numero uno chi ci mettiamo?

– Forse è meglio elencarli a casaccio, a prescindere dai favori e dagli incarichi ricevuti. Il primo che ci viene in mente è Giorgio Mulè di Panorama, col quale il Montante ha gestito un bel po’ di milioni di euro di fondi regionali erogati dall’assessorato regionale per le attività produttive, dalla cui postazione, sempre il Montante diceva che poteva vincere anche la Terza Guerra Mondiale, vista l’enorme quantità di soldi che gestivano le donne che egli aveva fatto nominare assessori, prima la sua segretaria, Linda Vancheri e poi l’ex sindacalista della CGIL, Mariella Lo Bello.

– Donne imposte all’ex presidente della Regione Crocetta, anch’egli tenuto al guinzaglio con un milione di euro di tangente e con un video ricattatorio a sfondo sessuale che lo riguardava. Poi c’è Giuseppe Sottile, de Il Foglio, storico giornalista siciliano, il cui figlio, Salvo, grazie ad altri buoni uffici, lavora egregiamente dentro la RAI.  Poi c’è ancora il mio illustre concittadino onorario, in forza alla RAI, Vincenzo Morgante, raccomandato nel 2012 dal Montante per ricoprire l’incarico di vice direttore del TG 3 Sicilia; od ancora Gaetano Savatteri, il già citato giornalista e scrittore di panegirici, qual è ‘La volata di Calò’, un pistolotto pseudo letterario dedicato all’illustre progenie del Montante.

– Altro libro celebrativo delle eroiche gesta, in questo caso di paladino della legalità e della lotta alla mafia,commissionato sempre dal Montante, è quello di Filippo Astone che, come viene riportato puntualmente sempre nell’ordinanza di arresto relativa al suo arresto è:

“intitolato ‘Senza Padrini’ ed incentrato essenzialmente in un panegirico dell’attività legalitaria del MONTANTE ed anche di Confindustria siciliana, nulla si ritiene necessario aggiungere.

Senza padrini: resistere alle mafie fa guadagnare”.

– Il buon Astone sicuramente è uno dei pochi ad averci guadagnato con quella che si è rivelata soltanto una resistenza a parole contro la mafia, al fine di colpire chi la lotta alla mafia l’aveva fatto veramente!

– A seguire, senza con questo volere sparare nel mucchio, incontriamo un quartetto ben assortito: Lirio Abate, Marco Lillo, Sandra Rizza, Giuseppe lo Bianco, tutti quanti dei Il Fatto Quotidiano, diretto da Marco Travaglio.

– Un altro afficionados è Roberto Galullo, de Il Sole 24 Ore.  Ma in questo caso si gioca in casa, visto che Montante è azionista del giornale di Confindustria, peraltro pieno zeppo di debiti e trasformato in una vera e propria mangiatoia.

– Poi ci sarebbero i giornalisti che operano esclusivamente a livello territoriale e che marcavano a uomo il Montante. E qui l’elenco è lungo!

– Leggete questa storia qui, ad esempio:

“In data 4.12.2015, il TORNATORE Pasquale riferiva che il padre del giornalista MARTINES Valerio – già giornalista de “La Sicilia” e già direttore del giornale on-line “Seguo News”, attualmente addetto stampa all’ordine dei medici – gli aveva confidato che, dopo che il figlio aveva pubblicato un articolo su “La Sicilia” critico nei confronti del MONTANTE, era stato contattato dal ROMANO Massimo e dal MONTANTE che gli avevano fatto capire che non avevano gradito quanto pubblicato. Addirittura il MONTANTE, poi, intervenne sulla redazione catanese facendo pressioni per far sì che non venissero più pubblicati articoli di giornale di quel tenore.

Che come al solito finisce a tarallucci e vino con tanto di curriculum fornito dal giornalista   che aveva scritto l’articolo contro a Montante il quale per rabbonirlo e ricondurlo alla ragione si fa inviare un curriculum-vitae per conferirgli un possibile incarico e tracce documentarie di finanziamenti assicurati al giornalista Martines. Infatti i magistrati scrivono testualmente, a tal proposito:

Tra la documentazione sequestrata al MONTANTE, veniva rinvenuta una mail con cui il MARTINES Valerio gli inviava il suo curriculum vitae, dal cui tenore si desume in maniera evidente che i due avevano chiarito ed avevano anche allacciato un rapporto di amicizia.

Altra documentazione veniva sequestrata, sempre nel corso delle perquisizioni esperite a carico del MONTANTE, presso gli uffici di UNIONCAMERE Palermo ove veniva rinvenuta documentazione inerente proprio finanziamenti da destinare al MARTINES.” (Fonte italyflash.it)

NON E’ VERO,NEANCHE, CHE LA GIORNALISTA SANDRA RIZZA SCAMBIAVA EMAIL CON IL MONTANTE

E NON E’ VERO QUANTO RIPORTATO IN QUESTO PDF!

CNR-MONTANTE-XIII-giornalisti2

Siamo contenti che l’Ordine dei Giornalisti della Sicilia abbia chiarito la vicenda,finalmente la giustizia ha trionfato!

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Collaboratore giornalistico indipendente,mi occupo di inchiesta sulla mafia e criminalità organizzata. Laureato in Scienze della Comunicazione Executive Master in Scienze Criminologiche Autore del libro Cogito ergo sum...ma non troppo,anno 2015 Autore del libro L'Antistato-Volume I°-L'inizio edito a marzo 2019

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