Lupacchini e Gratteri

Otello Lupacchini contro il blitz di Nicola Gratteri che ha portato a 330 arresti

Il procuratore Lupacchini infiamma “lo scontro tra togati” dopo la maxiretata che ha fatto finire in carcere 330 persone, tra presunti boss di ’ ndrangheta, affiliati, politici e professionisti, con una richiesta di misure cautelari lunga 13mila pagine delle quali la procura generale, afferma il magistrato che indagò sulla Banda della Magliana, non avrebbe saputo nulla fino a blitz compiuto.

L’Adnkronos ha diffuso una nota dell’Associazione nazionale magistrati, a firma dei consiglieri Superiori Paola Braggion, Antonio D’Amato e Loredana Miccichè, già deposita al Comitato di Presidenza, con la quale si chiede “l’adozione di urgenti provvedimenti a tutela della credibilità della autorità giudiziaria di Catanzaro e dell’esercizio sereno, imparziale e indipendente della funzione giudiziaria in quella sede” a seguito delle dichiarazioni del procuratore generale di Catanzaro, Otello Lupacchini”.

Il Procuratore Generale di Catanzaro, Otello Lupacchini, intervistato da un’emittente televisiva nazionale in merito agli arresti compiuti dal procuratore della DDA di Catanzaro, Nicola Gratteri, avrebbe affermato quanto segue:

«I nomi degli arrestati e le ragioni degli arresti li abbiamo conosciuti soltanto a seguito della pubblicazione sulla stampa che evidentemente è molto più importante della procura generale contattare e informare. Al di là di quelle che sono poi, invece, le attività della procura generale, che quindi può rispondere soltanto sulla base di ciò che normalmente accade e cioè l’evanescenza come ombra lunatica di molte operazioni della procura distrettuale di Catanzaro stessa».

Qui l’intervista Mediaset “Blitz anti-‘ndrangheta, Otello Lupacchini a Tgcom24”
Per l’Associazione nazionale magistrati le valutazioni del procuratore generale Lupacchini, come riportate dalla stampa, relative a ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip in seguito ad indagini svolte dalla procura della Repubblica di Catanzaro e in attesa di ulteriori verifiche giurisdizionali, sono sconcertanti in sé e ancor più perché provenienti dal vertice della magistratura requirente del distretto.

I consiglieri Giuseppe Cascini, Elisabetta Chinaglia, Alessandra Dal Moro, Mario Suriano Giovanni Zaccaro, che firmano la richiesta inviata al comitato di presidenza del Csm, hanno ricordato che «ogni esternazione che si risolva in una critica dei provvedimenti giudiziari, non argomentata e non fondata sulla conoscenza degli atti, rappresenta una lesione delle prerogative dell’autorità giudiziaria, una delegittimazione del suo operato, e può, nel caso di specie, implicare, in ragione del ruolo ricoperto da chi l’ha resa, un’inaccettabile forma di condizionamento dell’autonomia e indipendenza dei titolari delle indagini e incidere sulla serenità dei magistrati chiamati ad occuparsi dei relativi accertamenti nelle diverse fasi processuali».

L’Anm, continua nella nota, “è certa che la magistratura non ne sarà influenzata e saprà operare con serenità ed indipendenza in un territorio purtroppo interessato da una delle forme più aggressive di criminalità organizzata”.

C’è da dire che le note tra Lupacchini e Gratteri,ascoltati in passato dal CSM,vengono da molto lontano.

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