Spacciatori dentro o fuori?Le piazze di spaccio a Siracusa aiutano la mafia ad arricchirsi,anziché massacrare le forze dell’ordine perché non arriva l’esercito?

Siracusa.Di pochi giorni fa lo sciopero degli avvocati che hanno protestato contro la riforma sulla “prescrizione” voluta dal ministro della Giustizia Bonafede(M5S).

La settimana di agitazione è stata indetta dall’Unione delle Camere Penali Italiane (Ucpi) per protestare contro l’entrata in vigore, prevista il 1 gennaio 2020,che abroga di fatto la prescrizione dopo una sentenza di primo grado,sia essa di condanna che di assoluzione, trasformando i processi in persecuzioni a vita.

Ma la situazione non cambia tanto visto il determinarsi dei processi tra allungagini,archiviazioni e pene mite.

Ne è la prova l’ennesimo giudizio,emesso dal Giudice Monocratico Giuliana Catalano del tribunale di Siracusa,a carico di un pregiudicato di Siracusa.

Lui è Luigi Cacciatore,24 anni,accusato di detenzione ai fini di spaccio di 74 dosi di cocaina,130 dosi di hashish e 59 dosi di marijuana.

Luigi Cacciatore - Fonte Diario1984
Luigi Cacciatore – Fonte Diario1984

Comparso innanzi al Giudice Monocratico Giuliana Catalano, il ventiquattrenne, difeso dall’avvocato Giorgio D’Angelo,ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato.

Il Pubblico Ministero effettuata la propria requisitoria,ha chiesto al Giudice Monocratico di infliggere la pena di quattro anni di reclusione e la multa di ventimila euro al pusher,che fu arrestato dai Carabinieri in Via Italia 103 il 16 febbraio scorso.

Per chi non conoscesse Siracusa,Via Italia è una delle “piazze di spaccio” più famose e che già a settembre 2019,a seguito di un blitz delle forze dell’ordine,su provvedimento della Procura della Repubblica di Siracusa,hanno sequestrato due cancelli in ferro e vetro abusivamente apposti all’ingresso delle palazzina Iacp,per l’appunto di via Italia 103 e di via Immordini 12.

I cancelli metallici,dell’altezza di 3 metri e della larghezza di 3 metri,con un peso complessivo di circa 10 quintali ciascuno.Gli stessi erano strutturati con ferro e vetri antisfondamento e il costo,secondo gli inquirenti,sarebbe pari a oltre 3 mila euro.

Del capo di questa piazza di spaccio ne avevamo parlato,è Daniele (detto Danielino) Cassia,che prima con spavalderia ci ha invitato ad una intervista e poi non ci ha più contattato. (gli articoli qui e qui)

Da mesi,le forze dell’ordine eseguono il monitoraggio della zona ed hanno sequestrato circa 4 kg di sostanza stupefacente di varia tipologia,oltre al rinvenimento di apparecchiature radio con tanto di caricabatteria,secondo gli inquirenti utilizzati come strumento di comunicazione fra spacciatori e vedette preposte a segnalare la presenza di personale di polizia in prossimità delle piazze di spaccio.

Ma ritorniamo a al processo di Luigi Cacciatore.

Dopo le conclusioni del pm ha parlato il difensore dell’imputato,l’avvocato Giorgio D’Angelo,che ha chiesto al Giudice Giuliana Catalano di ritenere il fatto di lieve entità e di riconoscere al suo cliente le attenuanti generiche e di applicargli lo sconto di pena previsto dal rito abbreviato.

Detto Fatto!

Il Giudice Monocratico Catalano ritornata in aula,dopo due ore in camera di consiglio,ha dato lettura della sentenza con la quale ha dichiarato colpevole Luigi Cacciatore e gli ha inflitto la mite pena di due anni e nove mesi di reclusione e la multa di dodicimila euro.

Sicuramente il giudice ha applicato la legge,ma il ministro della giustizia Bonafede è a conoscenza di quanto accade e cioè che “il ritornello è sempre uguale”??

Perché scriviamo tutto ciò?
Perché Cacciatore,con i suoi 24 anni,è recidivo per gli stessi reati e per evasione dagli arresti domiciliari.

E’ recidivo,secondo quanto apprendiamo dal Diario1984,perché antecedentemente il Pubblico Ministero Gaetano Bono,in occasione della convalida dell’arresto del Cacciatore,chiese di applicare al pregiudicato (sempre Luigi Cacciatore) la misura cautelare degli gli arresti domiciliari con l’uso del braccialetto elettronico,ma anche quella volta la richiesta fu rigettata dal Gip Salvatore Palmeri.
Così come successivamente fu rigettata la richiesta del Pubblico Ministero avanzata martedì 17 settembre di applicare la misura cautelare della custodia in carcere al Cacciatore, dal Giudice Monocratico Giuliana Catalano che, invece, ha applicato al giovane spacciatore la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Luigi Cacciatore,difeso dall’avvocato Giorgio D’Angelo,confessa gli addebiti ma continua ad aiutare la “mafia” con lo spaccio degli stupefacenti ed ancora,sempre come riporta il giornalista Pino Guastella,ha decina di processi a carico per la serie impressionante di denunce rimediate per evasione dagli arresti domiciliari.

Naturalmente noi continueremo ad appoggiare magistrati e forze dell’ordine,ma ci aspettiamo condanne esemplari,perché aiutare la “mafia” e uccidere giovani con lo “spaccio” non ne possiamo più!

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Collaboratore giornalistico indipendente,mi occupo di inchiesta sulla mafia e criminalità organizzata. Laureato in Scienze della Comunicazione Executive Master in Scienze Criminologiche Autore del libro Cogito ergo sum...ma non troppo,anno 2015 Autore del libro L'Antistato-Volume I°-L'inizio edito a marzo 2019