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Piera Aiello (M5S):Due nomi e due incriminazioni.Legge a personam?

Piera Aiello (M5S):Due nomi e due incriminazioni.Legge a personam?

“Megafono dei mafiosi”,questo è il commento all’articolo che segue su Piera Aiello,deputata M5S e testimone di giustizia,che nonostante i procedimenti a carico e il raggiro al programma riservato ai testimoni di giustizia resta “intoccabile”.

E’ arrivata aria di tempesta nei confronti della deputata Piera Aiello, testimone
di giustizia, dopo la nascita del governo Conte bis. Voci di corridoio, dal Quirinale, riferiscono che la deputata Aiello avrebbe voluto la poltrona di “Sottosegretario Antimafia”, il posto del silurato dott.Gaetti.

Ad opporsi, nella fase calda del Conte bis, sono stati in tanti tra cui le associazioni di categoria antimafia come: antiracket, testimoni di giustizia e collaboratori di giustizia,che non hanno accettato la norma che regola il contratto in essere tra Servizio Centrale di Protezione e collaboratori di giustizia con “due pesi e due misure”.

Ricordiamo, infatti, che Piera Aiello ha ammesso pubblicamente di “aver fatto carte false per candidarsi” adducendo “ho dribblato la Commissione centrale, altrimenti me lo avrebbero impedito”.

La testata giornalistica online TP24, inoltre, giorno 28 Agosto ha pubblicato un ultimo articolo in esclusiva sull’inchiesta che riguarda Piera Aiello, di cui fra l’altro non si trovavo stralci di procedimenti dove la stessa abbia rilasciato dichiarazioni, di testimonianze e fatto arrestare mafiosi mai pervenuti, ma che comunque è sotto protezione da parte dello Stato con tutti i benefici; nell’articolo si legge: “Non convalidata la sua elezione”. La stessa Aiello, come ha riportato la testata IlFoglio: “ha una, due o più identità”; sempre l’Aiello, che nell’Aprile 2019 è colpita dalle inchieste giornalistiche condotte da TP24 in quanto – così riporta la nota testata – “l’onorevole Aiello è attualmente indagata per falso in atto pubblico ed è stata già ascoltata dai magistrati inquirenti… il M5S è a conoscenza che una sua deputata è indagata?” Ed ancora scrive TP24 nell’inchiesta che vede coinvolta l’onorevole Aiello e Miss X contemporaneamente, in un altro articolo: “in effetti al momento ha un processo in corso per aggressione, a Roma. Ci siamo anche presentati all’udienza, tra il pubblico, lo scorso 12 Febbraio, e abbiamo visto Piera Aiello dichiararsi con l’altro nome. E come imputata. Qui potete vedere il foglio con il calendario delle udienze. Il nome alias di Piera Aiello, e delle altre parti coinvolte nel procedimento (iscritto nel ruolo 4912/2017 del Pm e in dibattimento come 616/2019) lo abbiamo oscurato”.

Insomma, una plurindagata, Piera Aiello giorno 5 settembre sulla sua pagina ufficiale Facebook cosa ha fatto? Ha postato un lungo post scrivendo quanto segue:

Carissimi non ho mai usato Facebook per faccende personali ma oggi vi voglio informare di un fatto assai grave. Come potete leggere da una nota inviata all’ANSA e mai presa in considerazione da quest’ultima, vedi articolo annesso, è stato commesso una grave fuga di notizie riguardanti la mia famiglia, mettendola in serio pericolo. Per tanti anni ho cercato di proteggere me ed il mio nucleo familiare, ma per leggerezza o per sicura incompetenza di due ministri, Salvini e Bonafede, di un sottosegretario Gaetti e di un direttore del Servizio Centrale di Protezione Generale Aceto, questo è stato vanificato. Mi trovo costretta a denunciare i sopra nominati, dopo aver informato il Presidente Morra, lo stesso Gaetti pretendendo un’audizione in Commissione Centrale ex art.10, dalla quale non ho avuto riscontro come sempre! Il Quirinale mi ha ricevuta tempestivamente e si sta prodigando per aiutare me e la mia famiglia.

Questo è il colmo di una deputata che fa parte del M5S e che conosce le regole del programma di Protezione che di fatto – ancora fa notare TP24 – “Più di un funzionario della Prefettura che nel momento in cui Piera Aiello si candida con il nome che non ha più, mostra il suo volto e fa attività pubblica, in quanto parlamentare, sta di fatto, rinunciando al programma di protezione, e a tutti i soldi spesi dallo Stato per lei, per la nuova identità, la nuova residenza, il lavoro alla Regione Siciliana”.

Ecco perché scoppiano le pagine Facebook e le associazioni che difendono vittime di mafia, testimoni di giustizia e collaboratori di giustizia! A contestare per prima, il post di Piera Aiello, è la presidente onoraria dell’A.N.V.U. Franca De Candia che scrive quanto segue:

Lei parla sempre solo di una persona che peraltro ha un’associazione ad personam,
che non aiuta certo le altre vittime a denunciare o ad avere i diritti che spettano loro, perché sappia non c’è differenza tra molti per errore definiti testimoni e altri definiti solo vittime, nonostante art 7 e il 416 bis, lei aiuta solo l’associazione sig. Cutrò,
ancora adesso parla di lui che peraltro ha anche avuto il posto statale oltre al resto, al quale ha fatto presentare il libro a Montecitorio non credo in tanti abbiano avuto questo onore, guardi che siamo tante le vittime, migliaia, le associazioni oneste che lavorano nel territorio pure, ci sono ancora, non c’è solo l’Associazione del sig. Cutrò, non c’è solo lui e Pino Masciari, no ribadisco siamo tanti, peraltro visto che i testimoni di Giustizia sono 51 almeno 20 li conosco io e non li tutela certo Cutrò, vi
sono altre associazioni di testimoni, qualcuna ad personam, qualcuna sono tre quattro, mi dice perché lei parla solo di un testimone? Perché pare si sia sempre opposta per principio a novazioni e tentativi di migliorie a nostro favore? Perché quando c’è stata al Senato la riunione prettamente Istituzionale con il dott. Gaetti, dott. Morra, e altre personalità politiche, magistratura e forze dell’ordine, lei è entrata a gamba tesa,ha preso microfono solo per dire che un Testimone di Giustizia era stato lasciato fuori, uno a caso Pino Masciari, se ci teneva tanto che assistessero le vittime o testimoni come dice lei, perché non ha invitato tutti, perché lo si sapeva da giorni che si sarebbe tenuta questa riunione al Senato, perché non ha mai e dico mai chiesto un incontro e neppure accettato richiesta da parte di nessuno di noi, e si preoccupa solo di un testimone?

Franca De Candia

Non perdono tempo neanche i testimoni di giustizia che, dalla loro pagina ufficiale
Facebook iniziano a contestare come segue:

Il 5 settembre, un post apparso su Facebook sulla pagina dalla ex testimone di giustizia e attuale Depurata 5 stelle, ci getta nell’angoscia più assoluta. Gravi sono le affermazioni della deputata Aiello ma la domanda è sempre la stessa: agli altri testimoni di giustizia che hanno implorato aiuto sia all’associazione nazionale tdg che alla stessa deputata, CHI LI ASCOLTA? Perché quando lo scrivente e la scorta trovarono 9 proiettili sull’auto e prontamente chiamai la deputata, la stessa Aiello non fece alcuna interrogazione? Perché quando il Tar del Lazio ha svelato la località dove vivevo, la deputata Aiello non è intervenuta? Perché quando la mia posizione lavorativa è stata resa pubblica ed in regime di speciale programma di protezione, la deputata Aiello non è intervenuta? Perché quando ero sotto il Viminale a protestare pacificamente senza catene ed in sciopero della fame, la deputata Aiello non è intervenuta? Perché???Perché???? Tutto ciò che la deputata denuncia pubblicamente è accaduto sia allo scrivente che ad altri tdg ma nulla, noi forse non meritiamo la giusta considerazione? Cosa è un Presidente se non è capace di unire i testimoni, di saper ascoltare, vero ha problemi e tanti ma ribadisco che Lui un lavoro lo ha, altri sono ridotti alla fame. Ed allora ben venga la solidarietà la compassione ma che sia per tutti o per nessuno, perché altrimenti il popolo crede che gli unici testimoni di giustizia siano solo Piera Aiello e Cutrò. Esprimo la mia vicinanza alla famiglia della deputata Piera Aiello perché solo chi ha vissuto lo speciale programma di protezione in località segreta può capire la sofferenza, per chi non lo ha vissuto può essere solo una storia da raccontare. Ciliberto Gennaro”.

Gennaro Ciliberto Testimone di Giustizia

A questo punto abbiamo raggiunto telefonicamente per una intervista la dott.ssa Valeria Sgarlata, presidente del Comitato Sostenitori dei Collaboratori di Giustizia, (comitato fondato nel 2014), per capire ancora meglio se anche loro, come il comitato CdG, hanno avuto problemi o hanno in qualche modo interagito con la deputata Piera Aiello; l’intervista ha toccato punti fondamentali per tutti i collaboratori ma soprattutto “promesse non mantenute e prospettive che la deputata Aiello non ha neanche portato avanti.”
Il problema principale – sottolinea la Sgarlata – “è l’abbandono dei bambini e dei
familiari dei collaboratori di giustizia, come la categorizzazione – sia nei testimoni che nei collaboratori – di denuncianti di seria A, quindi con più diritti, e denuncianti di
serie B abbandonati a se stessi…”

Ma ascoltiamo l’intervista che non divide le categorie dei “collaboratori e testimoni”,ma le unisce in un unico coro.

Podcast: Intervista dott.Valeria SgarlataPresidente Comitato sostenitori Collaboratori di Giustizia

Comitato Sostenitori CdG

Ci sembra strano che nel M5S accadano queste cose vista la loro etica e rispetto delle
regole “oltre ad personam”. Speriamo che con questo articolo sia il Servizio Centrale di Protezione che la DNA (Direzione Nazionale Antimafia) facciano chiarezza su quanto sta accadendo attorno ai “collaboratori, testimoni e loro familiari”, come speriamo che presto il nuovo Sottosegretario Antimafia e il Presidente Nicola Morra vagliano soluzioni rapide e
concrete.

Cosa ne pensi?

Redazione Amattanza

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