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Pluralismo dell’informazione:Sicuri?

Pluralismo dell’informazione:Sicuri?

E’ difficile parlare oggi di libertà di informazione a causa delle continue denunce e diffamazioni a carico di chi esercita quella libertà di manifestazione del pensiero e di pluralismo dell’informazione.

Bisogna aprire gli occhi e a farlo deve essere per prima “l’opinione pubblica”,seguita dalla politica e dalla giustizia,perché se è vero che tale diritto si evince sulla base dell’articolo 21 della Costituzione,non è altrettanto vero che viene praticato!

Il valore del pluralismo,come si rinviene nella legislazione italiana ed europea,ci conduce a sottoporci ad una domanda fondamentale:

“cosa si intende, quando si parla di libertà costituzionali”?

Una prima risposta possiamo trovarla in Piero Calamandrei,là dove le definisce strumenti per favorire la partecipazione del singolo alla vita della comunità.

La libertà è condizione ineliminabile della legalità;

dove non vi è libertà non può esservi legalità.

Piero Calamandrei

Oggi purtroppo non basta osservare tale diritto,scritto e sancito,ma occorre esercitarlo senza giungere in contrasto con gli altri articoli della Costituzione.come “giustizia,discriminazione,potere” e così via…

Ci siamo posti spesso la domanda chiedendoci quale sia il compito dell’informazione nel quadro costituzionale,se essa sia tutelata proprio come manifestazione di un pensiero critico,con il fine di permettere al popolo sovrano il controllo delle azioni del potere politico.

Abbiamo constatato,attraverso vari commenti social dell’opinione pubblica,che le dichiarazioni volte alla tutela del pluralismo, contenute tra l’altro nel Testo Unico, sembrano delle mere declamazioni per molti “personaggi pubblici”,nonostante i ripetuti moniti della Corte Costituzionale.

L’assetto del mercato televisivo e della pubblicità in Italia,nonché l’intreccio, sia della televisione pubblica che di quella privata,con il potere politico fanno sì che il nostro paese sia considerato, a livello internazionale, come un paese in cui la libertà di informazione è gravemente limitata.

Ci siamo chiesti,grazie ad un testo di Zagrebelsky sulle idee,e ci siamo resi conto che cliccare su “mi piace” o “non mi piaceha ben poco di libero,di opinione e argomentazione!

Insomma,ci siamo resi conto che l’informazione è libera solo se non si toccano alcuni argomenti,personaggi di spicco o personaggi politici,praticamente basta osservare di più per capire se viviamo di articoli giornalistici o post,se possiamo argomentare articoli o post social oppure veniamo censurati!

Cosa ne pensi?

Redazione Amattanza

Redazione Amattanza

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