Priolo Gargallo:elezioni amministrative firmate dalla delinquenza.Ultima parte.

Priolo Gargallo:elezioni amministrative firmate dalla delinquenza.Ultima parte.

Intimidazioni,diffamazioni e favoreggiamenti hanno colpito per l’ennesima volta la città di Priolo Gargallo.Una campagna elettorale ingegnosa con nomi brillanti!

Sul caso,delle elezioni amministrative di Priolo Gargallo, rinominate per l’intreccio politico,affaristico e mafioso:”Sistema Priolo“,terminiamo con quest’ultima parte.

Innanzitutto è doveroso precisare,che dopo il nostro primo articolo,molti amici degli amici hanno fatto scoppiare un caos,come se nessuno mai avesse avuto mai il coraggio di scrivere,mettendo nero su bianco,con screen e audio ciò che tutti sapevano; avranno dimenticato le amministrative di Avola (SR) così facilmente?

Il punto che volevamo sottolineare sia nel primo articolo,come in questo,è che noi – anziché commemorare magistrati e poliziotti nel ricordo del loro massacro con sfilate – amiamo continuare il lavoro e il contributo che con la loro pelle ci hanno lasciato in eredità con i fatti!

In una Priolo Gargallo,dove vengono bruciate auto anche di appartenenti alle forze dell’ordine,noi stiamo denunciando un sistema mafioso e di crimine organizzato,legato ai traffici illeciti dei clan feroci di Catania e Lentini,come quelli di:Cappello,Laudani,Nardò,stiamo aiutando brava gente a vivere – una buona volta – con dignità, soprattutto in una città che si lega alla vita della zona industriale della stessa,perché vivere significa anche avere un lavoro senza raccomandazioni e potere.

Questo raccontava Fava,nei suoi articoli e interviste,per poi finire ammazzato!

Lasciata questa premessa,è doveroso riprendere da dove avevamo lasciato.

La nostra opinione,che presto sarà confermata,è la seguente..

Per arrivare ad occupare la posizione di consigliere prima e quella di amministratore delegato della Priolo in house dopo,il Concetto De Simone aveva rilasciato un comunicato stampa prima (lo abbiamo riportato nel primo articolo) e diversi post dopo,sia nel suo blog che con un profilo falso (o account) facente nome Antonio Di Blasi,ma non solo,scriverà un altro post su un gruppo mantenendo lo schema di attacco del profilo fake!

Foto1 

Come potete notare,il modo di scrivere è usuale del De Simone,che in questi due post,cerca di massacrare il candidato oppositore a sindaco,ma non solo,nel famoso messaggio Whatsapp che voleva far credere che Rizza appoggiasse Biamonte,c’è un enorme errore,il primo:Rizza non sarebbe stato così stupido da lasciare traccia,soprattutto in queste elezionisecondo A.B. guarda caso corrisponde ad Antonio Di Blasi, come se qualcuno avesse voluto appositamente dire,votate Antonio Di Blasi.

 

Due comunicazioni che screditano Biamonte e tutta la sua lista..

Non solo..nella foto 1,se il De Blasi non fosse ne De Simone ne un candidato,perché non ha continuato a scrivere dopo l’inciucio che vede Concetto De Simone amministratore della Priolo in house,e vede dare la presidenza del consiglio comunale (in un Comune inferiore ai 15.000 abitanti) proprio alla parente del conosciutissimo ” U Dragu”,ruolo che dovrebbe eesere – eventualmente – concesso ad una persona che ha dimestichezza burocratica, nonché imparziale?

I CONTI TORNANO,o forse si,per questo le critiche e le diffamazioni arrivavano solo a sfavore dei candidati contro SiAMOpriolo..

Siamo sicuri che adesso le cose sono più chiare a tutti,lo Stregone di certo non aveva fatto i conti con la nostra inchiesta e pensava di aver realizzato una commedia ad hoc,ma la situazione era sotto controllo,almeno per noi,che già tienevamo d’occhio Priolo sin dal momento che era stata bruciata l’auto all’agente della Polizia di Stato Romeo…

Ma queste elezioni,sono state appoggiate o no da persone finite in carcere e quasi sicuramente avevano l’obbligo di rimanere lontano dai social?

Questo compito lo lasciamo agli inquirenti e alla magistratura già informata sui fatti,noi vi mostriamo chi ha appoggiato la campagna elettorale di alcuni consiglieri collegati alla candidatura del dottor Giuseppe (detto Pippo) Gianni!

Chi sono questi signori?

  • CONTAVALLE Emilio Cristian, residente in Priolo Gargallo,arrestato per il reato di detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti (fonte Polizia di Stato)
  • Fabio De Simone arrestato più volte – anche per evasione dai domiciliari – reati particolari:vendita di cocaina e stupefacenti (fonte TUTTI I QUOTIDIANI DI SIRACUSA)
  • Marco Tempra arrestato più volte,tra cui nell’OPERAZIONE MEGARA

Ma per completare,è farvi capire in modo inequivocabile chi ha operato durante le amministrative di Priolo Gargallo,e il perchè le persone hanno – giustamente – paura a parlare riportiamo quanto segue:

A Priolo Gargallo,operano due gruppi – uno guidato da Angelo Boscarino e l’altro dai fratelli De Simone – questi,come spiegato dalla DDA di Catania (Direzione Distrettuale Antimafia),avrebbero mantenuto una pacifica convivenza fino all’ottobre del 2016.

Poi, in pochi mesi, un giovane viene ferito a colpi di pistola e un altro ammazzato. I vari episodi ricostruiti dagli investigatori e che hanno portato allarrestato undici persone durante l’Operazione Megara,ha permesso di stabilire quanto segue:

Lo spaccio a Priolo e in alcuni quartieri di Siracusa era in mano loro: un gruppo capeggiato da Angelo Boscarino, e un altro dai fratelli De Simone, entrambi con immediata disponibilità di armi da fuoco che sono state anche usate almeno in un paio di occasioni: per uccidere Alessio Boscarinonel dicembre del 2016, e per ferire, pochi mesi prima, un giovane che non aveva onorato il proprio debito per la droga. Il nucleo investigativo del reparto operativo dei carabinieri ha eseguito l’ordinanza cautelare nei confronti di undici persone, tutte finite in carcere con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

L’operazione – chiamata Megara dal nome della zona dove il gruppo aveva la sua roccaforte, cioè quella di Priolo, e coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Catania – ha fatto emergere una doppia organizzazione dove ognuno aveva uno specifico ruolo, nel procacciamento e nello spaccio di hashish, marijuana e cocaina.

A capo del gruppo siracusano ci sarebbe Angelo Boscarino, già arrestato nel 2014,mentre,gli altri componenti sono Marco Tempra, Salvatore Rasizzi, Vincenzo Annino, Felice Coniglio e Antonino Montagno Bozzone. I due fratelli Fabio e Christian De Simone, invece, hanno operato solo su Priolo, vendendo soprattutto cocaina comprata fuori dalla provincia di Siracusa. I due gruppi hanno mantenuto una pacifica convivenza fino alla fine del 2016.

Nell’ottobre del 2016 viene gambizzato Ignazio D’Alfonso, un giovane colpito da alcuni colpi di arma da fuoco per non avere onorato un debito di droga maturato nei confronti dei fratelli De Simone da cui avrebbe comprato una partita di stupefacenti. D’Alfonso fa parte però dell’altro gruppo, quello guidato da Angelo Boscarino. Ed è il cugino di quest’ultimo, il 24enne Alessio Boscarino, a prendere le difese di D’Alfonso. In questo contesto, alcuni mesi dopo, nel dicembre del 2016, matura l’omicidio del 24enne, freddato a Priolo al termine di una lite. Per quel delitto si costituiscono i due fratelli De Simone (ma solo Christian rimane in carcere) e viene arrestata una terza persona, il 28enne Davide Greco.

In totale sono stati sequestrati oltre quattro chili di sostanza stupefacente tra marijuana, hashish e cocaina, ed arrestati quattro soggetti in flagranza per detenzione di droga ai fini di spaccio.

Arrestati Operazione Megara

Gli arrestati:
Angelo Boscarino (classe 1988)
Vincenzo Annino (classe 1994)
Felice Coniglio, detto Massimo (classe 1984)
Marco Tempra (classe 1991)
Antonino Montagno Bozzone (classe 1990)
Salvatore Rasizzi (classe 1994)
Antonino Rasizzi (classe 1970)
Manuel Pisano (classe 1990)
Angelo Messina (classe 1947)
Christian De Simone (classe 1983)
Fabio De Simone (classe 1975)

Ritorneremo su Priolo Gargallo in altri articoli,perchè vogliamo vederci chiaro soprattutto su alcune ditte e auto bruciate,aggressioni curate in altri ospedali per altri ospedali o guardie mediche per non lasciare traccia,e un giro di prestiti tra “amici degli amici”,soprattutto ora che che GRUPPI e PAGINE FACEBOOK sono CENSURATI!

a cura di Maurizio Inturri

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Maurizio Inturri

Collaboratore giornalistico indipendente,mi occupo di inchiesta sulla mafia e criminalità organizzata. Laureato in Scienze della Comunicazione Executive Master in Scienze Criminologiche Autore del libro Cogito ergo sum...ma non troppo,anno 2015 Autore del libro L'Antistato-Volume I°-L'inizio edito a marzo 2019
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