Roma.I retroscena e le responsabilità che nessuno vuole assumersi.

Roma.I retroscena e le responsabilità che nessuno vuole assumersi.

I retroscena di Roma che nessuno ha raccontato in questi giorni,l’importante è silurare e strumentalizzare la questione,nei fatti nessuno sembrerebbe interessato ad emettere un decreto in due ore,come fatto precedentemente!

La vicenda,sull’assassinio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega,è diventata un caso mondiale dopo la foto di Lee con il volto coperto,come se qualcuno – adesso – volesse additare l’Italia come un Paese “contro i diritti umani”.

La storia,che ancora una volta vede i riflettori puntati sulle forze dell’ordine,inizia proprio qui – si fa per dire -,perché è proprio a Roma dove “politica e istituzioni” si incontrano e devono interloquire (si presume senza scontrarsi) per risolvere i problemi che attanagliano il nostro Paese.

Ad un tratto sembra che tutti abbiano dimenticato la delinquenza,criminalità organizzata,corruzione e gli eventi correlati;ad un tratto sembra che tutti abbiano dimenticato come da anni,sindacati e sindaci,abbiano chiesto più volte un massiccio aumento di militari e agenti della polizia per contrastare,adeguatamente,i fenomeni di spaccio di stupefacenti e della delinquenza comune,ormai sfociata ai massimi livelli..figuriamoci nella “caput mundi”.

Ma no!Sulla vicenda del vice brigadiere tutti vogliono prenderne parte ma nessuno vuole assumersi né le responsabilità né risolvere il problema!

Invece,proprio a Roma,il guadagno giornaliero per “piazza” e solo spaccio e di cinquemila euro al giorno,questo dato è confermato dai carabinieri del Gruppo di Ostia a margine dell’ultima operazione antidroga – basta moltiplicare tale cifra per ogni pusher e sono tanti viste le principali piazze di spaccio a Roma.

Nella Capitale,il giro d’affari legato soltamente alla vendita degli stupefacenti,tenendo conto solo delle piazze principali (23 ne stimano i CC) escludendo quelle dei Castelli, tra Frascati e Grottaferrata, e del litorale, con Anzio e Nettuno,escludendo anche Ostia e senza contare quel tratto da Fonte Nuova fino a Monterotondo( a nord della Capitale),fa girare un business d’affari di circa 50 milioni di euro l’anno!

Si mormora di camorra come anche di un “degrado pilotato” dalla criminalità per poter spacciare liberamente.

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Alcune fonti ci riferiscono:

“Gli arresti sono all’ordine del giorno,i pusher finiscono in manette o segnalati,altri vengono denunciati,centinaia – ormai – i clienti habitué segnalati in Prefettura come consumatori abituali di droga e l’eroina,per il costo più basso.

La piazza di spaccio è vasta,ci sono le droghe «locali»,dallo shaboo dei filippini al khat degli eritrei e degli afgani,le sintetiche,le pasticche di ecstasy, gli allucinogeni e poi ci sono le piantagioni fai-da-te di marijuana, nascoste perfino negli armadi in camera da letto.

Tra Boccea-Primavalle,Tor Vergata, Tor Bella Monaca, Ostia, San Basilio e Cinecittà a gestire «cavalli» e vedette, a pagare l’assistenza legale agli arrestati,il tutto organizzato come una “vera fabbrica” e “diviso in turni”, per accogliere i clienti, sono i boss di bande organizzate, per lo più italiane, più volte colpite da blitz e inchieste.

Questo non verrà raccontato o sbandierato,invece,come al solito,ne pagheranno le conseguenze i militari dell’Arma dei carabinieri.

Intanto,sembra che il vice brigadiere non sia stato colpito da 8 coltellate,ma come dichiarato stamane e scoperto dopo l’esame del medico legale,i colpi inflittigli sono ben 11 e non è tutto!

Adesso si scopre che Sergio B. non era il pusher,ma il pusher sarebbe un italiano di 40 anni,ma allora Sergio B. perché chiama il 112 e perché gli americani gli avrebbero rubato la borsa? E se il pusher era un altro,e sicuramente lì vicino con la dose,perché non è intervenuto?

Forse Sergio B. aveva paura che il pusher l’avrebbe ammazzato di botte?

Insomma,la storia si complica e di certo abbiamo un carabiniere assassinato,un altro epurato per la foto (sempre se sia stato lui l’autore) e così via,magari alla prossima ondata di violenza,minaccia o assassinio di qualcuno delle forze dell’ordine qualcuno capirà che le cose deve cambiare!

Ecco la prima telefonata al 112

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Prima telefonata - Fonte ANSA

Ecco la seconda telefonata al 112

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Seconda telefonata - Fonte ANSA

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Maurizio Inturri

Collaboratore giornalistico indipendente,mi occupo di inchiesta sulla mafia e criminalità organizzata. Laureato in Scienze della Comunicazione Executive Master in Scienze Criminologiche Autore del libro Cogito ergo sum...ma non troppo,anno 2015 Autore del libro L'Antistato-Volume I°-L'inizio edito a marzo 2019
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