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Rosario Piccione:Il sud trema davanti alla mafia!

Rosario Piccione:Il sud trema davanti alla mafia!

Il “progetto legalità” voluto da diverse associazioni e parlamentari doveva essere un progetto in evoluzione nel tempo e coinvolgente,attivamente,per le nuove generazioni di studenti e non;doveva offrire spunti ogni anno per incontri, riflessioni e interventi sul tema della legalità e lontano dalle mafie…ma così non è stato!

Di anno in anno si sono solo moltiplicate le cerimonie di commemorazione delle vittime della mafia, dinanzi ai vari monumenti e nulla più!

Parlare di mafia è un gran bel rischio, soprattutto se si parla dei rapporti tra mafia e politica,così i tanti che ne parlano,ma non realmente,si riempiono la bocca di frasi fatte,belle parole ma insignificanti.
Nessuno ha il coraggio di indire convegni e conferenze sulla massomafia;nessun politico o associazione nel siracusano ha il coraggio di far uscire dalla propria bocca parole pesanti come macigni e sottili come carta velina.

Le chiacchiere sono lontane dai fatti e quest’ultimi dovrebbero esser fondamentali e imprescindibili.

Chi comprende cosa sia la mafia sono le persone che l’hanno vissuta, toccandola con mano.

Le mafie sono le prime industrie per fatturato in Italia.

Ha raccontare cos’è la mafia siracusana è il collaboratore di giustizia Rosario Piccione e ciò che racconta fa riflettere!

Racconta Piccione:

E’ necessario essere consapevoli che non aver vissuto mai la mafia non significa affatto che questa non si trovi dietro ad ogni angolo della vostra città;non significa che questa non sia infiltrata in ogni apparato che riguarda la vostra vita, da una cosa così apparentemente banale come la spazzatura, agli organi che dovrebbero governarci.

Continuando,scrive Rosario:

La mafia è dietro l’assegnazione degli appalti,la droga,il fumo,le armi;ma potete trovarla anche dietro i vestiti, cibo,giocattoli e scommesse.

La mafia è ovunque. E noi non ce ne accorgiamo o facciamo finta di niente!

E’ necessario conoscere la mafia per poterla combattere. E’ fondamentale.

La mafia c’è.Ma ci siamo anche noi.

Un pensiero va a tutti i magistrati e i giudici impegnati nella lotta alla mafia, con l’invito a non mollare. Un pensiero va a tutti coloro che cercano di sensibilizzare le persone all’argomento mafia. Un pensiero va a tutti i giornalisti che fanno il proprio mestiere con dignità e lottano per la libertà d’informazione. Un pensiero va alle vittime della mafia e alle loro famiglie per non dimenticare mai il sangue che è stato versato. Un pensiero va a tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine!

Termina così il collaboratore di giustizia:

Paolo Borsellino pronunciò queste importantissime parole:

La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità“.

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Maurizio Inturri

Giornalista GNS Press - IPC Mi occupo di inchiesta sulla mafia e criminalità organizzata. Laureato in Scienze della Comunicazione Executive Master in Scienze Criminologiche Autore del libro Cogito ergo sum...ma non troppo,anno 2015 Autore del libro L'Antistato-Volume I°-L'inizio edito a marzo 2019

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