Un disegno di legge in discussione al Senato vieta di aumentare i prezzi a sei mesi dal contratto.Per gli utenti, nuovi possibili diritti e facoltà.

Nubi nere si addensano sul futuro degli operatori telefonici italiane. Con due novità che hanno le potenzialità di scuotere il mercato, mentre introducono nuovi diritti e facoltà per i consumatori.

La prima è un disegno di legge sulla trasparenza delle tariffe telefoniche che è ora sotto la lente della commissione competente al Senato: le audizioni degli operatori, nei giorni scorsi, ne rivelano i timori.

La norma, se passerà, vieterà loro di fare rincari per sei mesi dopo la sottoscrizione del contratto. Una pratica che soprattutto in questi mesi estivi è abbastanza comune e non ha limiti di sorta.
La seconda è la spada di Damocle dei rimborsi per la vicenda tariffe a 28 giorni. La decisione finale del consiglio di Stato è prevista nei prossimi giorni (l’udienza d merito c’è stata il quattro luglio, per Wind 3, Fastweb e Vodafone e a seguire ci sarà quella Tim; ci si aspettano sentenze uguali per tutti gli operatori).
Ecco il testo del disegno di legge (che modifica l’articolo 1 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n.7)
a) al comma 1-bis è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche non possono modificare le condizioni giuridiche ed economiche dell’offerta prima che siano trascorsi sei mesi dalla stipula del contratto, in ogni caso senza aggravio di costi o peggioramento delle condizioni economiche applicate nei confronti del consumatore »;
b) al comma 1-quater è aggiunto, in fine, il seguente periodo: « La medesima Autorità garantisce altresì che gli operatori dei servizi di telefonia mobile assicurino la piena trasparenza delle offerte e dei messaggi pubblicitari di cui al comma 2, garantendo una comunicazione semplice ed essenziale che faciliti al consumatore la comprensione della tariffa e del prezzo complessivo relativo ai servizi acquistati mediante sottoscrizione del contratto di attivazione »;
c) il comma 2 è sostituito dal seguente:
« 2. L’offerta commerciale dei prezzi dei differenti operatori della telefonia deve evidenziare tutte le voci che compongono l’offerta, al fine di consentire ai singoli consumatori un adeguato confronto. A tal fine sono vietati le offerte e i messaggi pubblicitari e informativi di tariffe e servizi proposti dagli operatori che contengono l’indicazione del prezzo finale privo, in tutto o in parte, degli oneri complessivi derivanti dall’attivazione o dall’utilizzo dei servizi di traffico voce, dati, messaggistica istantanea e dei servizi ancillari di cui al comma 2.1 »;
d) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
« 2.1. Per “servizi ancillari di telefonia mobile” si intendono i costi di attivazione del servizio, di attivazione e fruizione del piano tariffario, di trasferimento ad altro operatore, di utilizzo del servizio di segreteria telefonica, di verifica del credito residuo disponibile, di utilizzo di software e applicazioni, nonché di ogni ulteriore servizio pre-attivato o non disattivabile la cui fruizione comporti un aumento del prezzo complessivo corrisposto dal consumatore durante il periodo di fatturazione.
2.2. Il prezzo finale contenuto nelle offerte promozionali e nei messaggi pubblicitari di cui al comma 1 deve comprendere i costi di tutti i servizi attivati, pre-attivati o non disattivabili dal consumatore al momento della sottoscrizione del contratto, inclusi i servizi ancillari di cui al comma 2.1, che concorrono alla formazione del prezzo corrisposto dal consumatore durante il periodo di fatturazione oggetto del messaggio pubblicitario ».

La vera rivoluzione è a) (gli altri punti rimarcano in realtà diritti già iscritti nelle delibere Agcom o persino in norme primarie). Significherebbe che per sei mesi dopo il contratto l’utente non avrebbe sorprese. O perlomeno potrebbe avere modifiche ma non rincari (la norma potrebbe lasciare la porta aperta a riduzioni dei tetti di traffico inclusi).ubi nere si addensano sul futuro degli operatori telefonici italiane. Con due novità che hanno le potenzialità di scuotere il mercato, mentre introducono nuovi diritti e facoltà per i consumatori.

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