Un testimone chiave potrebbe far saltare un importante processo al sud!

I processi sono i luoghi più importanti,dove un collaboratori di giustizia diviene testimone di una vicenda.

Testimone e collaboratore di giustizia per lo Stato sono due figure diverse,eppure se un collaboratore di giustizia non testimonia in tribunale ed accusa,rivolgendo il dito verso l’imputato,salta tutto l’impianto accusatorio!

Testimone e Collaboratore di giustizia,è giusto discriminare una categoria a favore dell’altra?

Fonte La Repubblica

Tanti processi sono ancora da fare,ma qualcosa nell’aria ci dice che i collaboratori di giustizia non si sentono più al sicuro,ma soprattutto non sentono più protetti i loro familiari,quest’ultimi che li hanno aiutati a scegliere tra una vita normale e una malavitosa.

A breve,un processo potrebbe non vedere sul banco dei testimoni il suo “testimone chiave”.

Billa (nome d’arte) che già ha collaborato per una maxi operazione e ha reso delle dichiarazioni chiavi per un processo che sarà celebrato a breve,ha lasciato il programma rivolto ai “collaboratori di giustizia” perché qualcuno ha deciso di non rispettare gli accordi,ovvero,quello tra l’amore di un genitore verso un figlio disabile e quello tra “vivere in disgrazia o testimoniare”.

Billa,infatti,ha un figlio disabile che non rientrava per cure e assistenza nel programma previsto per i collaboratori di giustizia,quindi ha deciso di abbandonare il programma e andare altrove per lavorare e accudire il proprio figlio.

Voi cosa avreste scelto?

Eppure è successo!

Cosa succederà,se Billa,il “testimone chiave” in un processo che potrebbe inviare diritti in carcere circa 100 persone tra boss,imprenditori e politici non sarà presente durante il processo?

Per tutto ciò,pagherà a caro prezzo il figlio già disabile?

E’ possibile che il procuratore di detto processo non sia più interessato alla sua collaborazione,confermando quanto riportato da alcuni giornalisti che molti “testimoni e collaboratori di giustizia” vengono usati?

Siamo contrari a pensare ciò che alcuni scrivono,siamo sicuri che grandi mattatori contro le “mafie”,come:Lo Voi,Di Matteo,Gratteri,Tartaglia,ne capiscano l’importanza,come lo sta dimostrando il presidente della Commissione Antimafia Parlamentare Nicola Morra.

Speriamo che il nostro articolo e invito all’ Antimafia,di sostenere i collaboratori di giustizia e di far rientrare nel programma “quel genitore col figlio disabile”,riceva subito risposte.

Ci affidiamo all’Antimafia all’italiana!

a cura di Maurizio Inturri

Lascia un commento

Collaboratore giornalistico indipendente,mi occupo di inchiesta sulla mafia e criminalità organizzata. Laureato in Scienze della Comunicazione Executive Master in Scienze Criminologiche Autore del libro Cogito ergo sum...ma non troppo,anno 2015 Autore del libro L'Antistato-Volume I°-L'inizio edito a marzo 2019