Se si vuole mettere fine a questo sistema nascosto di pedofilia e affidi illegali,non si deve continuare con l’invidia tra chi ha una notizia e chi meno,è disgustoso vedere nel 2019 ancora “bambini” vittime del sistema!

Non solo Reggio Emilia nel sistema degli affidi illegali e negli abusi psicologici ai bambini,ma un’intera Italia che già abbiamo denunciato più volte.

Ne abbiamo parlato in due diversi articoli,qui e qui ma ne avevamo raccontato le trame sulla rivista L’Attualità l’anno scorso!

Purtroppo la nostra piccola penna non ha aperto la breccia nelle Procure interessate,capita spesso e volentieri,ma da qui a dire che solo l’Emilia Romagna è “bandiera nera” o che non esistano prove in altre regioni italiane è solo un atto ignobile,a soffrire possono o potevano essere (considerando solo Reggio Emilia) i nostri figli o nipoti!

C’è stato un tempo,quello di Mani Pulite,in cui i colpevoli si presentano in sordina dai pm per non essere “sbuttanati pubblicamente” di aver percepito soldi o essere immischiati in affari sporchi.

Ma oggi non ci sarà nessun indagine “Mani Pulite,nessun Pool,nessuno si presenterà – né in sordina né in tribunale – per accusarsi di “pedofilia o tratta di bambini!

Immaginate quanti bambini senza genitori non vengono cercati e al contrario,invece,abbandonati nelle mani di queste persone che di sicuro avranno coperture “politiche e mafiose” e forse vengono anche ricattati.

Siamo all’inizio del primo giro di boa per l’inferno dei bambini,quel giro di cui nessuno vuole parlare,mentre altri sono stati aggrediti,minacciati e forse anche uccisi per evitare che lo facessero.

Le accuse per “manipolazione psicologica”

Gli indagati avrebbero condotto una vera manipolazione psicologica sui bambini,agendo sul loro stato motivo,gli operatori non avrebbero consegnato ai bambini i regali di natale ricevuti da chi li voleva bene,per gli inquirenti il motivo sarebbe stato «alterare lo stato psicologico ed emotivo dei bambini rispetto ai propri genitori e nel rapporto con loro».

Ma non solo,per il caso di due fratellini su cui era in corso una causa civile al tribunale dei minori di Bologna sul loro affidamento,secondo gli inquirenti, la responsabile dei servizi sociali Federica Anghinolfi,l’assistente sociale Francesco Monopoli – entrambi agli arresti domiciliari – e la collega Cinzia Magnarelli, avrebbero ottenuto l’allontanamento dei bambini dalla famiglia «anche sulla scorta di motivazioni false, seguite soprattutto all’archiviazione di un procedimento penale a carico del padre»,continuando la “manipolazione psicologica” «diradando gli incontri tra i minori e i genitori sospendendoli anche per lunghissimi periodi senza reale e legittima motivazione».

Ma non è tutto.

Anghinolfi e la psicologa dell’Ausl Imelda Bonaretti (sospesa per sei mesi dall’attività) viene contestato di aver inibito i contratti tra una bambina e i suoi familiari,«impedendo alla bambina di trascorrere il suo compleanno con loro e di ricevere i regali che i parenti e i compagni di classe avevano comprato per lei».

Racconto – esposto presentato da un consigliere di Roma già 20 anni fa

In Italia,la “Pedofilia di Stato” con sottrazione coatta dei minori alle famiglie e proprio una realtà molto diffusa quanto occulta, un fenomeno nascosto e molto mascherato che si concilia con la pedopornografia.

Sono venuto a conoscenza della esistenza della rete organizzata di pedofilia sul territorio nazionale –  tematica delittuosa già analizzata negli anni passati –  partendo dalla detenzione e traffico di snuff movie nel territorio romano.

Molte associazioni vengono costituite ostentando la difesa degli interessi di famiglie e minori ma sono gestite in alcuni casi dagli stessi appartenenti alle reti di pedofilia i quali ricevendo le vittime attirate dalla esibita attività di contrasto alla pedofilia e dalla sempre ostentata azione di difesa e tutela delle stesse.

Le stesse acquisiscono informazioni semplicemente col fine di controllare il fenomeno e per porli in uno stato di protezione,invece fanno tutt’altro!

Le case famiglia per minori site nei vari comuni italiani, sono strutture residenziali per bambini ed adolescenti ove gli stessi vengono collocati su richiesta del servizio sociale comunale o della Asl,con disposizione del giudice, le citate strutture quasi sempre sono ben funzionanti ma in alcuni casi (non pochi) sono dei veri e propri centri di stazionamento,reclutamento e smistamento,in cui il bambino inserito è considerato merce di un mercato deprivato della sua valenza etica,evolutiva, psicologica,culturale e delle sue necessità di sviluppo.

Rispetto al funzionamento della rete nazionale organizzata di pedofilia avevo individuato i finanziamenti di questa rete, quindi le risorse economico-finanziarie le modalità di accesso ai fondi pubblici, gli enti erogatori, i soggetti coinvolti ,con riferimento alle figure pubbliche e private con rispettivi ruoli e compiti, i passaggi di denaro occulto, le modalità precise utilizzate per ottenere ampia disponibilità di bambini, il compito dei vari centri di smistamento ed assegnazione, il conflitto di interesse di numerose figure che operano nel sistema».

I retroscena

«Nel 1997 circa entrai in contatto con un soggetto che si rivelò poi nel 1998 detentore di snuff movie (filmini che ritraggono bambini abusati da gruppi di persone, prima violentati e poi uccisi in diretta). Questi video fanno parte di un mercato illegale imponente, un fenomeno mondiale molto redditizio.

La concordata acquisizione con membri della GdF di informazioni su tale traffico di snuff movie aveva il fine di scoperchiare il fenomeno criminale nel territorio di Ostia Lido,esaminata la ipotesi di partenza consistente nel fatto che un detentore di tali CD non può acquisirli dal negoziante sotto casa,al supermercato o in un comune punto vendita,ma può averne disponibilità se fiduciario del venditore quindi potenzialmente parte integrante del gruppo criminale presso il quale si approvvigiona.

La ricerca di tale materiale nel web comporta una esposizione ad alto rischio poiché lascia traccia e rende possibile la individuazione del ricercatore,mentre l’acquisto diretto e la partecipazione alla diffusione tra soggetti consenzienti a fiduciari, può garantire –  considerato il fattore della omertà e della richiesta obbligata del silenzio –  maggiore protezione.

Agli inizi del 2010 ho individuato nella zona del lido di Ostia precisamente all’idroscalo un punto di smistamento e assegnazione di minori, per abusi pedofili riuscendo di fatto ad accedere e poter osservare alcune caratteristiche del fenomeno.
Rispetto ai detentori e fruitori di snuff movie, si tratta spesso di psicopatici che agiscono nell’ombra di nascosto, ma che amano condividere le violenze anche in gruppo.

Il detentore di snuff movie – che riuscì a rintracciare – tentò di coinvolgermi nella visione e così ebbi accesso ad un vero e proprio inferno feci approfondimenti ed ottenni un primo importante riscontro, precisamente la testimonianza di un collega dello stesso.

I minori erano tutti di età compresa tra i 10 ed i 14 anni, maschietti e femminucce.

C’erano adulti di nazionalità rumena che favorivano il contatto e mandavano avanti il bambino. Una realtà atroce e cruda. Mi sentivo impotente, non potevo ribellarmi, al massimo potevo andarmene. E così feci senza dare troppo nell’occhio, dopo aver avuto contezza di cosa accadeva.

Passai quelle informazioni ad alcuni militari come concordato preventivamente, ero coinvolto in un’attività di collaborazione ed informativa decisa con gli stessi con garanzie del SISMI.

Non passò molto tempo,però,che ne subì conseguenze drastiche,tentativi di omicidio con avvelenamenti e somministrazione di farmaci anche tossici,nonché perdita del posto di lavoro e dei pochi soldi nel conto corrente.

Come sopra raccontato da Peter (nome di fantasia),non tutti hanno taciuto in questi anni,ma sono solamente rimasti inascoltati.

Adesso cosa vogliamo fare?Insabbiare tutto!

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Collaboratore giornalistico indipendente,mi occupo di inchiesta sulla mafia e criminalità organizzata. Laureato in Scienze della Comunicazione Executive Master in Scienze Criminologiche Autore del libro Cogito ergo sum...ma non troppo,anno 2015 Autore del libro L'Antistato-Volume I°-L'inizio edito a marzo 2019

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