Università bandita

Caro docente e magnifico Rettore,vi ricordate dell’importanza che davate alla “Costituzione Italiana” e al raggiungimento di alcuni obiettivi per il “nostro futuro e quelli per il nostro Paese” ?

Inizia così la lettera ricevuta da un giovane studente universitario,quasi giunto alla tesi di laurea,che con le sue parole desidera ricordare a questi soggetti – molto pochi secondo noi – che manovravano una fitta rete di complotti.

Meno male che qualcuno ha parlato – continua nella lettera – perchè in tanti pur di avere quella benedetta “laurea” tacciono e assecondano alcuni prof,sicuro che sono presenti in altre università pubbliche italiane,che ripetono concetti scientifici,teorie,etica,filosofia e morale che a quanto pare non mettono in pratica..

L’hanno chiamato “il vaso di Pandora” questo codice di comportamento sommerso messo in atto da docenti a rettori,dall’Università di Catania fino alla Sapienza e oltre,che determinata – senza merito – la vittoria per borsisti,dottorati ecc..

Il coperchio è stato scoperchiato (bel giro di parole per una zuppa) dalla Digos della Questura di Catania in una indagine coordinata dalla Procura etnea sfociata nella sospensione da parte del Gip del Rettore dell’Università del capoluogo etneo, Francesco Basile, e di altri nove professori con posizioni apicali all’interno dei Dipartimenti dell’Ateneo, tutti indagati per associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta.

Non solo Catania,tra gli indagati ci sono altri due rettori, entrambi medici, Eugenio Gaudio, de La Sapienza di Roma, e Marco Montorsi, dell’Humanitas University di Rozzano e presidente della Società italiana di chirurgia.

Infine,nella rete,anche l’ex procuratore di Catania, Vincenzo D’Agata che si sarebbe interessato per il ruolo di ordinario nel settore Anatomia del dipartimento di Scienze biomediche per la figlia Velia.

Nell’operazione,che per l’appunto,prende il nome ‘Università bandita’,sono state avviate innumerevoli perquisizioni ed iscritti complessivamente 66 indagati: 40 professori dell’Università di Catania e 20 degli atenei di Bologna, Cagliari, Catanzaro, Chieti-Pescara, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Padova, Roma, Trieste, Venezia e Verona.

Ventisette (27) in tutto i “concorsi truccati” ma siamo all’inizio visto che si indaga su altre 97 procedure concorsuali. Gli investigatori hanno definito tale sistema una vera associazione a delinquere, che avrebbe avuto come capo il rettore dell’Università di Catania Francesco Basile e di cui sarebbe stato promotore il suo predecessore, Giacomo Pignataro, finalizzata a commettere un numero indeterminato di reati per alterare il naturale esito dei bandi di concorso per il conferimento degli assegni, delle borse e dei dottorati di ricerca, per l’assunzione del personale tecnico-amministrativo, per la composizione degli organi statutari dell’Ateneo, per l’assunzione e la progressione in carriera dei docenti.

Secondo gli inquirenti,i concorsi sarebbero stati organizzati prima, sulla base del vincitore,ovvero con un bando – secondo gli accertamenti della digos – impostato e costruito ad hoc attorno ai vincitori.

Il Procuratore della Repubblica Carmelo Zuccaro ha parlato di un sistema “squallido di nefandezze” e di “sistemi criminali organizzati non mafiosi che posso produrre effetti devastanti“,continuando lo stesso Procuratore di Catania,ha dichiarato che le investigazioni hanno fatto sorgere “fatti estremamente gravi che non fanno onore a persone che dovrebbero appartenere al mondo della cultura“.

Ecco tutti i nomi degli indagati:

l’ex rettore Giacomo Pignataro, Giuseppe Sessa (Medicina), Filippo Drago (Medicina), Carmelo Monaco (Agraria), Giancarlo Magnano di San Lio (Filosofia), Giuseppe Barone (Scienze Politiche), Michela Maria Bernadetta Cavallaro (Economia), Giovanni Gallo (Matematica) e Roberto Pennisi (Giurisprudenza).

Nella lista delle indagini sono finiti anche:

altri due rettori, entrambi medici, Eugenio Gaudio, de La Sapienza di Roma, e Marco Montorsi, dell’Humanitas University di Rozzano e presidente della Società italiana di chirurgia;

nonchè:

Salvatore Cesare Amato (Unict), Massimo Antonelli (UniRoma), Marinella Astuto (Unict), Pietro Baglioni (UniFirenze), Laura Ballerini (Sissa Trieste), Antonio Barone (Unict), Giuseppe Barone (Unict), Francesco Basile (rettore Unict), Alberto Bianchi (Unict), Antonio Giuseppe Biondi (Unict), Paolo Cavallari (UniMilano), Michela Maria Bernadette Cavallaro (UniCt), Giovanna Gigliano (UniNapoli), Umberto Cillo (UniPadova), Giorgio Conti (La Cattolica Roma), Agostino Cortesi (UniVe), Velia Maria D’Agata (Unict), Enzo D’Agata, Stefano De Francisci (UniCz), Francesco Saverio De Ponte (UniMessina), Santo Di Nuovo (Unict), Francesco Di Raimondo (Unict), Marcello Angelo Alfredo Donati (Unict), Filippo Drago (Unict), Alessia Facineroso (Unict), Santi Fedele (UniMessina), Enrico Foti (Unict), Giovanni Gallo (Unict), Anna Garozzo (Unict), Eugenio Gaudio (UniRoma La Sapienza), Maria Giordano (Unict), Sebastiano Angelo Granata (Unict), Salvatore Giovanni Gruttadauria (Unict), Calogero Guccio (Unict), Alfredo Guglielmi (UniVr), Giuseppina La Vecchia (UniChieti-Pescara), Giampiero Leanza (Unict), Massimo Libra (Unict), Giancarlo Magnano di San Lio (Prorettore Unict), Luigi Vincenzo Mancini (UniRoma La Sapienza), Claudio Marchetti (UniBologna), Massimo Mattei (UniRomaTre), Paolo Mazzoleni (Unict), carmelo Giovanni Monaco (Unict), Maura Monduzzi (UniCagliari), Marco Montorsi (Rettore Humanitas Rozzano), Giuseppe Mulone (Unict), Paolo Navalesi (UniCz), Matteo Giovanni Negro (Unict), Ferdinando Nicoletti (Unict), karl Jurgen Oldhafer (Barmbek Asklepios Hospital Amburgo), Giuseppe Pappalardo (Unict), Pietro Pavone (Unict), Roberto Pennisi (Unict), Vincenzo Perciavalle (Unict), Giacomo Pignataro (Gia’ rettore Unict), Giovanni Puglisi (Unict), Stefano Giovanni Puleo (Unict), Maria Alessandra Ragusa (Unict), Antonino Recca (ex rettore Unict), Romilda Rizzo (Unict), Salvatore Saccone (Unict), Giovanna Schillaci (Unict), Giuseppe Sessa (Unict), Luca Vanella (Unict) e Giuseppe Vecchio (Unict).

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